Venerdì, 24 Maggio 2019

Progetto1

 Il cartello all’ingresso di Cabras fa sorridere, perché non c’è scritto TERRA DEI GIGANTI, ma TERRA DI GIGANTI, come se i cabraresi volessero attribuirsi un po’ della grandezza degli antichi guerrieri di Mont’e Prama...

di Giulio Gaviano

È un sorriso amaro, perché questi giorni si sente parlare di “scippo” dei Giganti. Infatti, la direttrice del Polo museale della Sardegna, Giovanna Damiani, ha dichiarato che le statue oggi esposte nel museo archeologico di Cagliari non torneranno nel Sinis, ma rimarranno dove sono. Anzi, l’esposizione sarà persino più articolata. Insomma, a Cabras andrà forse una parte delle sculture, da integrare con le riproduzioni, mentre il resto sarà esposto definitivamente a Cagliari.

Le statue, scoperte nel 1974, erano rimaste frammentate in migliaia di pezzi per più di trent’anni. Una volta restaurate, nel 2011 furono divise, per essere esposte temporaneamente: sei nel museo di Cabras e diciannove nel museo archeologico di Cagliari. Nel frattempo si doveva adeguare il museo civico locale, in modo che, come auspicato anche sulle pagine di questo giornale, le statue potessero essere esposte nel luogo più vicino possibile al contesto archeologico, per ovvie esigenze di studio e interpretazione da parte degli esperti e per facilitare anche al pubblico la comprensione della dimensione storica, socioculturale e ambientale dei cosiddetti Giganti. Peraltro, è evidente che l’esposizione delle sculture e il sito di Mont’e Prama sono fattori importanti per lo sviluppo turistico-economico del territorio.

L’ex sindaco del paese lagunare si dice esterrefatto dalle dichiarazioni della direttrice Damiani e sostiene che i 5 milioni di euro ottenuti a suo tempo dal Ministero per l’adeguamento del museo di Cabras sono la prova che i Giganti devono ritornare a Cabras. Insomma, secondo l’ex primo cittadino, in virtù del protocollo d’intesa firmato da lui e dalla Soprintendenza nel 2011, Cabras doveva avere i finanziamenti e anche le statue. Ora la direttrice del Polo museale sembra interpretare il documento in maniera diversa.

In questi anni, però, la Comunità ha in qualche modo iniziato a recuperare memoria e identità o perlomeno ha integrato i Giganti nell’immaginario. La visita al museo dei Giganti è diventata un must per le scuole, quasi tutti sono andati a vedere le statue e tutti ne hanno parlato. Molti hanno visto nei Giganti un segno di riscatto venuto dal passato o una risorsa scaturita dal sottosuolo, capace di attrarre file di visitatori che poi si spargono nei bar, nei ristoranti e nelle strutture ricettive. Sono nate attività commerciali e prodotti col nome o il logo dei Giganti, non solo a Cabras. Altri ne hanno fatto stilizzazioni grafiche, fumetti o modellini con la stampante 3D. Fatto sta che ora la parola “scippo” nei titoli di giornale è efficace perché la popolazione è molto più consapevole di ciò che rischia di perdere, più lontana dalla politica dei partiti e più propensa ad unirsi attraverso i social media in difesa dei propri diritti …

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