Cavalcare la cresta delle idee
Il 21 giugno dà il via ufficiale all’estate. Ma in realtà, a dimostrazione di come le mezze stagioni sembra non esistano più, l’estate è già iniziata da un po’.
Caldo, sole, mare… l’assaggio estivo lo abbiamo già avuto dai primi di maggio. È già tempo di ombrelloni, sdraiette, di abbronzatura. Ma per gli appassionati è tempo anche di nuoto, surf, tavole: di sport acquatici, insomma. Tra gli sportivi del nostro territorio abbiamo conosciuto Alfonso Canfora, classe 1971, originario di Arborea ma residente da tempo a Oristano, distintosi in gare di ciclismo, di corsa e di surf ma soprattutto per aver messo in circolazione invenzioni davvero geniali. Spicca, tra queste, la tavola da surf, in vetroresina, completamente trasparente: salendoci sopra e cavalcando le onde si può ammirare la bellezza dei nostri fondali. Gli abbiamo rivolto alcune domande per conoscerlo meglio e per entrare con lui tra le sue invenzioni.
Come è nata questa passione da inventore?
Tutto è iniziato per gioco all’interno di un piccolo garage che è diventato anche il mio laboratorio. Qui, sin da piccolo, ho avuto i miei primi approcci con il mondo degli esperimenti, delle invenzioni, degli studi e anche dello sport. Poi a scuola, all’Istituto Geometri, mi sono specializzato nel design e nel recupero dei materiali. La mia passione smisurata per lo sport ha creato il giusto mix perché io mi potessi cimentare nella manipolazione, anche alchemica, dei materiali affini alla vetroresina applicati soprattutto nelle attrezzature sportive.
Dove è sfociata questa passione?
Ho iniziato a manipolare la vetroresina con la quale è stato da subito amore a prima vista. Aiutato dalla aguzza capacità di osservare e modificare gli oggetti e i materiali esistenti a proprio piacimento al fine di aumentarne le funzionalità, ho sviluppato una ricerca avanzata sugli usi e i mix di questi utilissimi materiali plasmabili e malleabili a proprio piacimento. Ho conosciuto il mondo del surf che avevo poco più di 20 anni. Iniziando a riparare le tavole di mio cugino Carlo e quelle dei suoi amici ho perfezionato la lavorazione della vetroresina e dei foam, utilizzando materiali sempre più innovativi come il Kevlar, il Carbonio e il Titanio. Da qui è cominciata la vera sfida, realizzando una piccola produzione personale di tavole da surf prototipo, dapprima solo per me e poi per alcuni amici. Tutte queste svariate forme sono state testate personalmente durante la pratica nel corso degli anni fino a oggi. Mi sono accorto che le potenzialità erano enormi: da queste basi ho iniziato a realizzare e riparare tantissimi oggetti di tutti i generi, spingendomi sempre più in là con la sperimentazione e dando libero sfogo alla creatività.
Oggi dove sei arrivato?
Il progetto che sto cercando di portare avanti riguarda le attrezzature sportive fatte in una maniera particolare, cioè attraverso un processo di termoformatura, sotto vuoto, quindi una cosa anche abbastanza evoluta dal punto di vista industriale. Ma lo faccio sempre nel mio laboratorio, manualmente, con i miei tempi che sono piuttosto lenti perché non ho quelle attrezzature particolari che ci vorrebbero per progetti di questo tipo. E autofinanziandomi per portare avanti i miei progetti.
Dunque il brevetto della tavola trasparente si può dire sia nato in casa?
L'idea del brevetto della tavola trasparente è nata da un sogno che ho applicato agli skateboard, alle canoe, alle barche, alle imbarcazioni, e cioè quello di poter far vedere il fondo del mare e far immaginare a chi apprezza la natura. E dietro questo sogno anche il mio desiderio di fare qualcosa contro l'inquinamento: far rendere cosciente l'interlocutore che utilizza le mie produzioni di essere anche lui responsabile della cura del Creato. Mi piace sottolineare il fatto che la costruzione dell'attrezzatura non è finalizzata alla produzione, alla vendita, al noleggio ma principalmente nella cultura di diffondere il messaggio di riciclo, di rispetto per l'ambiente, di socialità.
Hai citato tre aspetti fondamentali per fare marketing: non sei interessato a guadagnarci? Eppure hai tra le mani un brevetto non di poco conto…
Questa di cui parliamo è una novità di 30 anni fa, nata dalla mente di un bambino, perché io l'ho sognata questa cosa. Ho sognato di poter vedere il fondo del mare anche a una certa profondità senza la maschera, solo sedendo sopra una tavola da surf. Un sogno che ho applicato a diverse soluzioni. Io il brevetto l'ho fatto, ne ho le prove, ma non avevo la forza economica di pagarlo ed è decaduto: proprio per questo è un’idea di cui qualche altro se ne è impossessato e l’ha copiata. A me resta l’orgoglio che l’idea originale rimane a Oristano. Ma con i giusti processi di creazione che coinvolgano diverse figure professionali e diversi tipi di attrezzature potrebbe diventare una opportunità di economia per il nostro territorio attraverso una produzione di massa.
In che senso?
Dietro questa invenzione c’è una struttura che la diversifica da tutte le altre. La carena trasparente, con la sua sinuosità, oltre a un effetto ottico di design dà un una maggiore resistenza a tutti i tipi di sforzo, di attrazione, compressione, flessione. Tutti gli altri modelli hanno all'interno particolari schiume. Io, invece, utilizzo un unico materiale, ovvero materiale riciclabile come per esempio bottiglie di plastica. Il mio principio è quello di realizzare un prodotto che sia alla portata di tutti. Una tavola da surf costa 700 euro. Un prodotto come una tavola fatta in plastica riciclabile può costare anche 500, se è prodotta in massa. Si possono creare le condizioni e le opportunità per dare a tutti la possibilità di poter praticare sport. Ci sono milioni di praticanti, si parla di una tecnologia all'avanguardia messa a loro disposizione. In tantissimi aspettano che arrivi una novità: se poi è anche alla portata delle tasche, ancora meglio.
Occorrerebbe qualche imprenditore coraggioso capace di investire su questo progetto…
Se si presentasse sarei felice di cedergli la mia idea. Qualche giovane che possa metterla in commercio creando una produzione unica e irripetibile. Purtroppo si investe nelle solite attività che, invece, spesso si fanno concorrenza da sole.
Ma tu comunque non ti fermi attendendo questo…
Non mi sono mai fermato. Mi piace ingegnarmi, trovare nuove soluzioni, inventare nuovi progetti. Spesso mi invitano nelle scuole. Vado volentieri a incontrare i ragazzi per testimoniare, attraverso un progetto che ho chiamato Edu, di come si possa creare imprenditorialità anche attraverso le passioni e i sogni, di come sia importante essere caparbi nell’inseguire una idea. Ma con loro parla anche di ambiente, di rispetto, di comunità. Ai ragazzi ho fatto sperimentare direttamente al mare la mia idea con tre tipologie di skateboard trasparenti, una tipologia di canoa monoposto trasparente e un SUP trasparente: le ho messe a disposizione nelle spiagge della costa occidentale. È importante, oggi, trasmettere curiosità, voglia di scoprire, far lavorare la creatività. I bambini e ragazzi di oggi sembrano stiano perdendo queste cose. Invece non solo regalano soddisfazione ma insegnano tanto.
* di Mauro Dessì
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