Mercoledì, 24 Luglio 2019

Progetto1

 Dopo 5 anni, sotto l’albero di Natale i riolesi trovano i loro Giganti di Mont’e Prama. Non si tratta ovviamente degli originali, ma di ricostruzioni ideali di quelli conservati nel museo civico Giovanni Marongiu di Cabras e nel museo Nazionale di Cagliari. Sono stati commissionati dall’Amministrazione comunale nel 2014 all’artista Carmine Piras...

di Erika Orrù

Da subito l’idea aveva suscitato reazioni contrastanti, ed erano stati sollevati numerosi dubbi: chi verrebbe a Riola a vedere delle mere copie di statue originali visibili a pochi chilometri? Qual è la loro utilità pratica? Uno sperpero di denaro pubblico del quale non si sentiva l’esigenza, per alcuni un desiderio puerile di possedere i giganti nel proprio paese, anche se si tratta di copie.

giganti riola5Per altri rappresentavano, invece, la naturale manifestazione di un forte interesse verso un patrimonio culturale di tutti, nonché simbolo del nostro territorio, un motivo di orgoglio sardo, una decisione necessaria per dare visibilità al territorio di Riola che, secondo le indagini del georadar, nasconderebbe nel sottosuolo una ventina di Giganti.

La scelta estetica e simbolica che aveva diviso in due i riolesi. Il progetto iniziale comprendeva l’installazione di quattro Giganti: un sorvegliante per ogni ingresso del paese, come simbolo di protezione e di difesa, ma l’idea, considerata troppo ambiziosa, è stata abbandonata e da quattro statue si è passati a due.

Terminate nell’ottobre del 2015, le opere d’arte sono state custodite per anni a Oristano, nel laboratorio dello scultore. Si attendeva la disponibilità effettiva di un adeguato sistema di videosorveglianza, ma erano anche necessari nullaosta e autorizzazioni da parte di altri enti.

Nonostante le polemiche in merito alla loro ubicazione, una soluzione andava trovata e, a distanza di 5 anni, le statue in marmo biancone di Orosei sono state finalmente installate, il 13 dicembre del 2018.

giganti riola

Le sculture artistiche di Piras troneggiano sul piazzale antistante al Municipio al fine di assicurarne massima visibilità per chi passa sulla statale 292. Una scelta più che condivisibile: un luogo di rappresentanza, un luogo costantemente videosorvegliato, un luogo nel quale le statue non interferiscono con edifici di valore storico e un luogo considerato adeguato da parte degli enti competenti. Una presenza indubbiamente ingombrante e chiacchierata quella del guerriero e dell’arciere, ma alla quale, come per tutte le cose, dopo il clamore iniziale, ci si abituerà presto.

Photo credits: Erika Orrù

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