Venerdì, 24 Maggio 2019

Progetto1

 

Is Arutas è forse la spiaggia più conosciuta del Sinis di Cabras...

di Giulio Gaviano

Il toponimo sembra da riferire alle grotte, probabilmente cave di arenaria di epoca romana, che si trovano nelle vicinanze. La spiaggia si estende fra due speroni di roccia: Punta Su Bardoni a nord e Punta Is Arutas a sud.

La sua particolarità è la sabbia, fatta di granelli di quarzo luccicanti, simili a chicchi di riso. Secondo la teoria più diffusa, questa sabbia sarebbe il prodotto dell’erosione del granito dell’isola di Mal di Ventre e sarebbe stata trasportata a valle quando il livello del mare era più basso dell’attuale.

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Bisogna dire che a Mal di Ventre questo tipo di sabbia non c’è e che si trovano tracce di rocce quarzose anche nei dintorni di Is Arutas. Non essendo esperti di geologia, meglio limitarsi a riportare questi dati.

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Fatto sta che la sabbia di Is Arutas è diventata famosa e la spiaggia si trova spesso nella top ten di classifiche nazionali e internazionali. Ormai il nome è conosciuto, ma è pur vero che le spiagge contigue di Maimoni e Mari Ermi sono altrettanto belle e hanno lo stesso tipo di sabbia. L’acqua, generalmente molto pulita, ha un colore che varia dal verde al turchese.

is arutas sabbiawebIl fondale degrada velocemente e presenta ampie chiazze scure di rocce coperte dalla posidonia. È un ottimo spot per lo snorkeling, perché si trova nell’area marina protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre e i pesci si avvicinano tranquillamente a mangiare dalle mani, anche saraghi di discrete dimensioni.is arutas erika orrù2

Purtroppo l’acqua profonda non si scalda facilmente, perciò è preferibile non andarci subito dopo una maestralata che ha abbassato notevolmente la temperatura. La sabbia è abbagliante e molti vanno per rifinire l’abbronzatura. Oltre che meta di turisti, è anche spiaggia trendy per i locali, soprattutto cabraresi e oristanesi, ma l’arenile non è lunghissimo. Meglio dunque non andarci la domenica, soprattutto in agosto, quando gli asciugamani sono incastrati come tessere del tetris, se non si ha voglia di socializzare con i vicini. Non è consigliabile neanche mettersi sottovento rispetto a chi si spruzza addosso lo spray abbronzante.

Ogni tanto si sentono notizie di bagnanti sorpresi a portare via la sabbia o di turisti scoperti in aeroporto ai controlli a raggi X. I chicchi di quarzo di Is Arutas non is arutas pioggia estiva websi possono più asportare, come si faceva in passato, e ci sono cartelli in italiano e in inglese. Nota dolente della spiaggia di riso sono i parcheggi a pagamento più cari per lasciare la macchina incustodita sotto il sole. La tariffa non è giustificata dai servizi (ci sono docce e bagni pubblici); in realtà si paga anche se non si utilizzano. A meno che uno non vada lì per il gusto di parcheggiare, sta pagando per godere di un bene, il mare, che dovrebbe essere pubblico. Peraltro i residenti a Cabras pagano una volta per tutta la stagione. Sarebbe meglio far pagare i servizi, pubblicizzare le spiagge limitrofe, sfoltire la selva dei cartelli che indicano le tariffe dei parcheggi e piantarne qualcuno per dare informazioni sul luogo in cui ci si trova, sulla direzione per raggiungere le altre località, ed educare al rispetto dell’ambiente.

Photo credits: n.1, 5 Erika Orrù, n. 2, 3, 4, 6 Giulio Gaviano

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