Martedì, 19 Marzo 2019

Progetto1

 

La stagione di pesca ai ricci è finalmente aperta. L’assessore regionale dell’Agricoltura ha firmato il decreto che licenzia le nuove direttive per la stagione 2017-2018. Per scongiurare l'estinzione commerciale, in accordo con i pescatori, la Regione ha deciso di ridurre i quantitativi prelevabili, le giornate e le ore di lavoro...

Di Giulio Gaviano

La stagione di pesca ai ricci è finalmente aperta. L’assessore regionale dell’Agricoltura ha firmato il decreto che licenzia le nuove direttive per la stagione 2017-2018. In accordo con i pescatori, la Regione ha deciso di ridurre i quantitativi prelevabili, le giornate e le ore di lavoro, e di sollecitare maggiori controlli nei confronti dei pescatori di frodo.
Dubbi e perplessità rimangono. Un tempo chiunque poteva pescare i ricci, e questi erano numerosissimi, fin quasi a riva. Addirittura, per certi disoccupati, la pesca era l’occasione per raggranellare qualche soldo. La richiesta sempre crescente ha portato, negli anni ’90, a un cambiamento della regolamentazione. Ora i ricci sono diventati un business. I pescatori professionali sono autorizzati a prelevarne fino a 1000 ciascuno, con l’ausilio delle bombole e di “qualsiasi strumento corto atto a staccare il riccio dal substrato”, mentre il privato cittadino ne può prendere al massimo 50, ma il compito gli è reso più difficile poiché può farlo “solo manualmente”. È probabile che non vadano in molti a prendere ricci con le mani, neanche coi guanti. Intanto, sott’acqua la situazione è questa: persino nell’area marina protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre si trova un solo riccio commerciabile ogni 2 m², il diametro minimo è di 5 cm esclusi gli aculei. La pesca, specialmente quella abusiva, dopo vent’anni di eccessivo prelievo ha ridotto drasticamente il numero degli echinodermi. ricci di mare revital salomonD’altra parte è molto difficile effettuare controlli su oltre 1800 km di coste, perlopiù spopolate. Da diversi anni, i pescatori cagliaritani hanno iniziato a spostarsi in altri compartimenti e si sono create tensioni sociali. Quest’anno, prima dell’apertura della stagione, il gruppo Facebook Su Pallosu ha promosso la cosiddetta Petizione salva ricci che chiede di limitare la pesca al compartimento di residenza dei pescatori e vietare l’uso delle bombole. Nel frattempo, i pescatori cagliaritani minacciavano lo sciopero nel caso non fosse stato loro consentito di pescare nei fondali dell’Oristanese. Alla fine, sono stati autorizzati dal Ministero.
Ora viene da chiedersi se i provvedimenti presi dalla Regione serviranno a evitare l’estinzione commerciale dei ricci o solo a rimandarla. E viene anche da domandarsi perché nell’area marina Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre, che per definizione è “protetta”, sia consentita la pesca professionale. I problemi economici hanno grande importanza, ma non possono essere affrontati senza tenere in considerazione gli aspetti legati all’ambiente. Non a caso, le due parole “ecologia” ed “economia” hanno un elemento in comune: οἶκος, che in greco significa dimora.
nick karvounis 75431Dal punto di vista biologico, il paracentrotus lividus è un animale bentonico, vive cioè sul fondo marino, e scava le rocce coi denti, formando vere e proprie nicchie per nascondersi. Si muove molto lentamente ed è facile preda per i saraghi, quando è piccolo, e per le orate, che riescono a masticarlo anche da grande. Per mimetizzarsi si ricopre di pietroline e di alghe. Queste ultime sono anche il suo cibo, che il riccio bruca dalle rocce ripulendole. A tre anni, il riccetto è in grado di riprodursi, ma per arrivare alla misura minima in cui può essere venduto deve compierne cinque. Le gonadi si sviluppano nei periodi in cui il mare è calmo, sono cinque strisce rosso-arancio a forma di stella. L’animale aspetta che il mare si agiti per espellerle, in modo che queste si diffondano attraverso le correnti, vengano fecondate e nascano ricci anche in zone lontane, dove non saranno diretti competitori dei genitori.
A volte il riccio ha le gonadi un po’ sfatte e non compatte, in sardo si dice arritzoni trumbullau, poiché l’abbiamo preso poco prima di una mareggiata e stava per emetterle. Durante una maestralata, gli esemplari che vivono in un golfo esposto a nordovest espelleranno i gameti; quelli che vivono nell’insenatura contigua, magari esposta a sudest, rimarranno carichi finché non arriva lo scirocco. Le gonadi, prima che cibo per l’uomo sono nutrimento per altri organismi marini. Questi ultimi, in mancanza di ricci, devono perlomeno cambiare abitudini alimentari. Si può intuire che un’orata non scomparirebbe per la mancanza dei ricci, ma rivolgerebbe maggiore attenzione ad altre specie come granchi, bocconi e vermi, che a loro volta sono in equilibrio con altre specie ancora. Anche la crescita incontrollata delle alghe sarebbe meno controllata. È difficile capire come cambierebbe l’ecosistema e l’economia della pesca. Per questo, insieme ai ricciai, ai ristoratori e ai buongustai bisognerebbe rivolgersi ai biologi. La vita stessa dell’uomo non può prescindere dalle leggi della natura. Non si può pensare all’economia dimenticando l’ecologia. La nostra dimora è l’ambiente, conoscerlo è il punto di partenza per gestirne correttamente le risorse.

© L'Arborense. © Giulio Gaviano Foto Nick Karvounis, Wikimedia Commons

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