Martedì, 23 Ottobre 2018

 

Una vigna che sale sul dorso di un colle fino a incidersi nel cielo, è una vista familiare, eppure le cortine dei filari semplici e profonde appaiono una porta magica. Sotto le viti è terra rossa dissodata, le foglie nascondono tesori, e al di là dalle foglie sta il cielo...

 

a cura di Federica Deiala

Così Cesare Pavese nel breve racconto La vigna tratto dall'opera Feria d'agosto racconta in pochi tratti il legame, eterno e profondo, tra la vigna e l'uomo, fatto di attesa e lavoro, di odore acre della terra misto al profumo delle viti in fiore, che a settembre si ritrova con la vendemmia dei grappoli maturi.

Un legame profondo che la famiglia Contini conosce bene, da quando, nel lontano 1898, venne fondata l'Azienda omonima per opera di Salvatore Contini che nel 1912 ricevette la medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Milano per la produzione della Vernaccia di Oristano, primo vino in Sardegna ad ottenere la denominazione di origine controllata.

Abbiamo incontrato Mauro Contini, che insieme allo zio Paolo e al cugino Alessandro, con passione e impegno, continuano a lavorare nel solco della tradizione di famiglia, e a Mauro abbiamo posto alcune domande sulla vendemmia di questo anno, sulla produzione, sulle problematicità riscontrate.

 

Mauro, la qualità e la produzione di una vendemmia restano sempre dei temi molto dibattuti. Nel corso dell'anno abbiamo avuto piogge intense, a volte improvvise, e poi lunghi periodi di siccità. Quali sono le previsioni per la vendemmia dell'annata 2018?

 

Dobbiamo innanzitutto dire che quest'anno abbiamo riscontrato alcune problematicità.La vendemmia, infatti, è stata anticipata per problemi sanitari dovuti ad alcune malattie delle piante generate da un clima molto particolare: la peronospora in particolare causata da un fungo che penetra nelle cellule vegetali della pianta e ne sottrae il nutrimento, poi la botrite che colpisce i germogli, i frutti e il fusto della pianta. L'annata è stata molto piovosa dalla primavera sino a fine agosto e non essendo abituati ad un clima simile in Sardegna abbiamo riscontrato maggiori difficoltà. Diciamo che si è dovuto lavorare molto di più e si è dovuta fare molta selezione nei vigneti, per scartare i grappoli colpiti dalle diverse malattie.

Ma non ci possiamo lamentare: il fatto di esserci mossi presto e di avere una buona organizzazione aziendale ci fa prevedere una buona qualità del prodotto anche per questa 120ma vendemmia.

 

State riscontrando delle differenze nella produzione rispetto all'annata del 2017?

 

Fondamentalmente no. La produzione sarà più o meno simile. Nel 2017 ci sono stati alcuni problemi dovuti alle gelate primaverili e alla grande siccità ma la qualità del prodotto è stata comunque molto buona.

Abbiamo 120 ettari di vigneti, una parte nel Sinis dove produciamo soprattutto vernaccia, nieddera e vermentino e l'altra parte nella Valle del Tirso dove invece produciamo vermentino e cannonau in un vigneto di 35 ettari ai piedi del Monte Arci. Anche questo anno quindi dovremo riuscire a portare a casa un buon prodotto, nonostante appunto le problematicità riscontrate.

 

Oggi il comparto biologico è in costante crescita. Si parla tanto di viticoltura biologica e più in generale di agricoltura biologica. Come si sta muovendo l'Azienda da questo punto di vista?

 

Anche la nostra Azienda ha una linea completamente bio: il Mamaioa bianco, certificato come Vermentino di Sardegna D.O.C. e il Mamaioa rosso, un cannonau di Sardegna D.O.C., prodotti entrambi da uve biologiche certificate raccolte nei vigneti coltivati nel nord Sardegna.

Non a caso abbiamo scelto il nome sardo "Mamaioa" che in italiano significa coccinella, insetto simbolo di una natura generosa ed incontaminata.

 

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