Giovedì, 22 Agosto 2019

Progetto1

Nella tavolozza di colori della Penisola del Sinis, al verde della natura, al bianco delle spiagge e al celeste del mare cristallino che si perde all’orizzonte si aggiungono le pennellate di viola...

di Erika Orrù

Tra paesaggi naturali e testimonianze culturali, in un fazzoletto di terra lungo la strada provinciale 66, in direzione Su Cuccuru Mannu, a pochi chilometri da Riola Sardo, si presenta davanti ai nostri occhi un tipico affresco provenzale: una distesa di lavanda dai profumi intensi e inebrianti.

Il proprietario del terreno è il riolese Elvio Sulas, classe 1949. Dietro la coltivazione di quel campo ci sono le origini contadine, c'è la passione per le piante officinali, la curiosità, la voglia di sperimentare, la dedizione verso la memoria e il passato, ma anche un viaggio in Provenza negli anni Novanta, ospite del suo amico Renzo, allora amministratore delegato di Cacharel Italia.

LAVANDA riola sardo3 F. DeFaveri

Affascinato dai colori e dagli odori dei campi viola, passeggiando per le campagne di Nîmes, dove erano presenti le fabbriche della maison francese, Elvio si chiedeva se fosse possibile coltivare la lavanda anche nella provincia di Oristano, ripromettendosi che, una volta in pensione, avrebbe provato a portare nella terra del Sinis un piccolo angolo di Provenza.

“Renzo ci ha provato prima di me – racconta Elvio - nella Tuscia Viterbese, ad Arlena di Castro. Ha piantato un ettaro di lavanda grazie ai preziosi consigli di alcuni amici francesi; io sono andato ad aiutarlo e ne ho approfittato per capire come funzionava. Al mio rientro ho portato in Sardegna un centinaio di piantine e ho sperimentato la loro coltivazione nella bordura all’ingresso della vigna; siamo nel 2005. Mio padre mi ha insegnato che quando si vuole avviare la coltivazione di un nuovo prodotto, questo va piantato un anno prima per comprendere se ci sono le condizioni adatte; così è stato, sembrava che la pianta fosse nata lì. L’anno successivo sono andato da Renzo, che nel frattempo aveva ampliato la sua distesa viola da uno a tre ettari, e ho portato nel Sinis 3000 piantine. Da allora ho iniziato a produrre olio essenziale”.

LAVANDA riola4 F. DeFaveri

L’educazione contadina di Elvio l’ha indotto inizialmente a regalare il suo prodotto, ma dal secondo anno ha capito che la lavanda poteva essere una fonte di guadagno. Il suo olio, ormai noto, veniva ricercato in quanto prodotto di qualità, la quale, sottolinea Elvio - “è determinata dal terreno fertile del Sinis e dalla presenza del mare a 3 km di distanza dal campo di lavanda. La nostra è la terra del maestrale, un vento dominante che quando spira ci porta il mare a casa donando un sentore di salmastro alla nostra lavanda”.

Un valore aggiunto è il fatto che la distillazione avviene il giorno stesso della raccolta annuale, quasi sempre i primi giorni di luglio che coincidono col periodo di massima fioritura. “La lavanda viene tagliata a mano – tiene a precisare Elvio – una volta preparati i mazzi, carico il furgone e in mezz’ora sono nel laboratorio di Silanus che mi garantisce l’estrazione dell’olio essenziale il giorno del taglio, preservando le proprietà dei fiori freschi e il loro profumo intenso; la mia produzione è certificata con il metodo biologico Reg CEE 834/2007”.

L’olio essenziale di lavanda è un ottimo rimedio naturale anche in caso di insonnia; ha molteplici proprietà cosmetiche e terapeutiche, in particolare decongestionanti, rinfrescanti e antisettiche, ragion per cui la sua richiesta è in continuo aumento.

La scommessa di Elvio, per alcuni un po’ bizzarra, oggi si è trasformata in una fiorente realtà; inizialmente la produzione si aggirava intorno ai 35 quintali di fiori, ora si parla di 20 quintali (da un quintale vengono estratti mediamente 3 litri di olio essenziale). Col passare degli anni, la produttività delle piante più vecchie diminuisce, la loro durata media è di 18-25 anni e per questo Elvio ha pensato di ampliare la produzione, per continuare a soddisfare la domanda.

LAVANDA riola2 F. DeFaveri

Ha deciso di togliere otto filari di una vecchia vigna, situata vicino al campo viola, sostituendoli con nuove piantine di lavanda; quelle improduttive saranno rimpiazzate gradatamente. Per la fioritura della lavanda manca ancora qualche mese, ma il venticello di maestrale che sta soffiando in questi giorni porta con sé il profumo dell’elicriso e del mare che ci fanno già assaporare l’estate.

Il taglio della lavanda rappresenta ormai un appuntamento fisso in quest’angolo di Sinis dai colori inconfondibili, che sa di Francia. Ci sono altri campi di lavanda in Sardegna, ma Elvio ha il merito di essere stato il primo. La raccolta nei campi di Riola Sardo rappresenta un momento di condivisione, una vera e propria festa, grazie ai volontari che partecipano al taglio a mano e grazie ai turisti e ai tanti curiosi che si precipitano da tutta la Sardegna per lasciarsi avvolgere da un’esperienza sensoriale che interessa vista e olfatto. Quel profumo inebriante richiama ricordi custoditi nella memoria: evoca il profumo dei cassetti delle nonne, del bucato pulito e della nostra infanzia. Lo scorso anno ci sono state 4500 presenze, numeri inaspettati che Elvio si augura di confermare quest’estate. E noi glielo auguriamo.

Photo credits: Francesco De Faveri

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