Lunedì, 13 Aprile 2026

Nel mese di novembre comincia a Milis la raccolta delle arance, che continuerà fino a maggio. È la voce più importante nell’economia di un paese che in epoca giudicale fu il capoluogo della curatoria del Campidano detto appunto di Milis...

di Laura Mastinu

I lussureggianti agrumeti, a partire dalla festività di Ognissanti, cominciano ad animarsi di raccoglitori che, con abili mani, staccano i frutti dai rami e li ripongono delicatamente nelle cassette destinate ai mercati, ai centri commerciali, alle rivendite di frutta e verdura. Ancora oggi tanti milesi caricano il prezioso frutto sui camion per raggiungere tanti centri dell’Isola, nell’interno e nella costa.

arance milis 5 900

Un tempo gli intraprendenti commercianti del paese li caricavano sui carri a buoi. Le arance erano colte facendo ruotare il frutto attorno al peduncolo per poi strapparlo con delicatezza e decisione allo stesso tempo. Allora tutta la famiglia andava a boddidi, anche le donne, che sistemavano i frutti appena colti in sa pischedda, un paniere con il manico, per poi raccoglierli in cesti più grandi, detti cadinus de casteddu, e caricarli sui carri. Questi erano allestiti con stuoie di canne di produzione locale e i commercianti si spostavano senza temere la lunga strada da percorrere per smerciare questi “pomi d’oro”.

arance 4 milis

Proprio frutti d’oro, a ricordare un’antica legenda che così li definisce nel Giardino degli Esperidi, dove le ninfe dal canto soave li custodivano perché nati dalla pianta che Giunone donò al suo sposo Giove.

Personaggi illustri, come il conte Alberto La Marmora, il poeta Sebastiano Satta e la scrittrice Grazia Deledda citano Milis come luogo rigoglioso dall’aspetto lussureggiante. Nell’Ottocento è il letterato francese Valéry a esaltare la bellezza dei giardini di Milis, estasiato dalla maestosità del “bosco” d’aranci con i rami carichi di frutti maturi quasi dorati: “una foresta d’aranci, ornamento della Sardegna, con prodigiosa abbondanza di frutti dove la magnificenza dell’aranciaia di Versailles è lontana dall’incanto prodigato dalla natura alla solitaria e fertile valle di Milis”.

La valle era nota come La Vega, termine spagnolo che indica un terreno fertilissimo. La coltivazione delle arance a Milis risale al XII secolo, quando i frati camaldolesi di San Zenone da Pisa cominciarono a sperimentare questa coltura nel Bosco di Villaflor conosciuto tuttora come S’Ortu de is Paras ovvero l’orto dei frati.

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I frati valorizzarono la coltura al punto che gli abitanti del paese, nei secoli successivi, divennero noti in tutta l’isola come i commercianti di arance di Milis. Essi raggiungevano i punti estremi della Sardegna con i carri carichi non solo di arance, ma anche di cereali e vernaccia, che smerciavano pur non essendo produzione propria. L’intraprendenza del milese e la predisposizione a porsi obiettivi si ricordano nella storia e nella leggenda: si dice che Cristoforo Colombo, raggiunta l’America e baciata la terra, fu accolto da un milese che prontamente gli vendette le arance. Ancor prima dell’arrivo dei vichinghi, dei fenici e di Colombo, gli affabili milesi avevano già capito che il loro potenziale economico si sarebbe realizzato percorrendo molti chilometri per vendere un ottimo prodotto locale.

ortu is paras milis primavera

Oltre alle arance, il milese coltiva e commercia mandarini e limoni di ottima qualità grazie al clima temperato, alla natura del terreno e alla cura razionale, che viene fatta rispettando rigorosamente ogni momento, dalla potatura della pianta fino alla raccolta dei frutti. Attualmente l’arancia è l’agrume più coltivato al mondo, con diverse varietà che l’industria alimentare utilizza soprattutto per la produzione di marmellate, succhi di frutta, canditi, frutta essiccata e oli essenziali. In Italia la produzione delle arance avviene soprattutto nelle zone meridionali, con svariate decine di varietà, alcune delle quali riconosciute a livello europeo con i marchi DOP e IGP. Ancora questo non si può dire delle arance di Milis. Nel piccolo borgo ai piedi del Montiferru, tutte le stagioni richiamano la terra al ciclo produttivo dell’agrume. Da marzo fino alla fine di giugno le sere sono avvolte dalla fragranza intensa delle zagare, i fiori bianchi e delicati dall’intenso profumo e dalle numerose proprietà cosmetiche, fitoterapiche e culinarie.

arance 3 milis 900

A maggio lo spettacolo degli agrumeti è incantevole: si raccoglie ancora il frutto mentre la pianta è già in fiore. Simbolo di purezza e amore, i fiori sono associati al giorno delle nozze con l’auspicio di prospera fecondità. Essi daranno un frutto che comincia a vedersi sulla pianta durante i mesi estivi. Fino alla nuova raccolta, eseguita in tempi diversi a seconda delle varietà, i fiorenti boschi vengono curati con tutti i lavori necessari a rendere fruttuosa la nuova stagione.

Photo credits: Laura Mastinu, Giulio Gaviano

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