Martedì, 19 Marzo 2019

Progetto1

In questo periodo invernale, nei campi luccicano i verdi carciofi, che a tavola gustiamo crudi con la bottarga o col pinzimonio, oppure in umido con le patate o anche fritti in pastella. Tutto l’anno si mangiano sottolio...

a cura di Cristina Serra

Per saperne di più su un prodotto dei campi così diffuso nelle nostre zone, abbiamo chiesto ad Andrea Fenu, dottore in agraria, di parlarci delle caratteristiche principali del carciofo, che ha il nome scientifico di Cynara scolymus, in spagnolo si chiama alcachofa, in sardo cancioffa ed è parente stretto del cardo, Cynara Cardunculus, del quale si mangiano le carnose coste.

Dottor Fenu, che pianta è il carciofo?

Andrea Fenu agronomoIl carciofo è una pianta erbacea perenne, con una radice rizomatosa; dalle gemme si sviluppano i getti detti carducci. Il fusto è eretto, ramificato all'epoca della fioritura, robusto, striato in senso longitudinale, fornito di foglie alterne: grandi, di colore verde più o meno intenso o talvolta grigiastre nella parte superiore, più chiare e con presenza di peluria in quella inferiore; la spinosità delle foglie è una caratteristica varietale. Il fusto, alto da 50 a 150 cm circa, e le ramificazioni portano in posizione terminale le infiorescenze. Fin dall'antichità sono note le sue proprietà salutistiche; chiunque abbia a disposizione un libro sulle erbe officinali può leggere le proprietà benefiche del carciofo.

Quali sono le origini del carciofo?

Ricercare la sua origine è una battaglia persa. La comparsa dei vegetali sul nostro pianeta precede, infatti, quella dell'uomo. Presente fin dall'antichità nell'alimentazione: la pratica di andare a raccogliere erbe selvatiche era diffusa in Sardegna fino a pochi decenni fa, quando il nostro popolo aveva una grande conoscenza delle erbe spontanee. La coltivazione del carciofo, prima strettamente familiare, si diffuse a livello regionale quando s'iniziò a rendersi conto che l'aspetto economico era di non poca rilevanza. In Sardegna la coltivazione a scopo commerciale è avvenuta ufficialmente circa un secolo fa.

carciofo carciofi giulio gaviano

E da allora si è diffusa tanto…

È considerato l'ortaggio da pieno campo più coltivato in Sardegna. Diciamo che l'Italia è la principale nazione produttrice di carciofi al mondo; poco meno del 50% delle superfici e della produzione mondiale avviene in Italia. Nel mondo si coltivano circa 120 mila ettari con una produzione media di circa 1.200.000 tonnellate, mentre la superficie italiana è di circa 50.000 ettari con una resa di circa 550.000 tonnellate. La Sardegna in Italia occupa il 3° posto per produzione, oltre 100.000 quintali e per superficie coltivata, circa 12.000 ettari. All'interno della Sardegna poi, la maggior produzione avviene in provincia di Cagliari (7.000 ettari), a seguire Sassari (3.500 ettari) e al terzo posto la provincia di Oristano con circa 1.200 ettari. In Sardegna viene prodotto il Carciofo spinoso sardo il quale rappresenta la miglior varietà italiana dal punto di vista qualitativo. Esso è protetto da un Consorzio di Tutela con sede a Valledoria.

Ma quali sono le prospettive economiche e possibilità di lavoro grazie al carciofo?

Bella domanda! Il carciofo, per il suo alto reddito, è una di quelle coltivazioni che possono intraprendere coloro che non hanno altre possibilità di lavoro. Due sono, infatti, i fattori che concorrono a fare del carciofo in Sardegna un'ottima fonte di lavoro: la qualità pregiata del prodotto e il prezzo vantaggioso che si può spuntare sul mercato. Il carciofo era come la pecora: chi non aveva un'attività o perdeva il lavoro, comprava o riceveva in regalo un piccolo gregge e iniziava così un nuovo lavoro. La frase che ricorreva maggiormente era, infatti, che il latte di pecora, tra alti e bassi, si vende sempre. Lo stesso vale per il carciofo! È sufficiente una piccola superficie per realizzare un reddito minimale.

carciofi giulio gaviano

Ora la pecora e il carciofo hanno un’importanza commerciale notevole…

Sia al carciofo che alla pecora hanno cambiato la loro natura per esigenze commerciali.

Voglio dire che il carciofo è una pianta che ha bisogno di un buon regime idrico, quindi naturalmente si sviluppa in autunno con le prime piogge e segue a produrre per i mesi seguenti, quando lo stesso regime idrico del terreno è massimo. Però, per poter arrivare presto sui mercati nazionali si è iniziato ad irrigare il carciofo e quindi a risvegliarlo dal riposo estivo già dal mese di luglio, in modo da avere i primi capolini, carciofi, ad ottobre.

Perché a volte i carciofi provocano mal di pancia?

Proprio per il risveglio della pianta in una stagione sfavorevole dal punto di vista parassitario e delle malattie, per poter mangiare carciofi sani è necessario intervenire con i trattamenti. Da qui l'origine di qualche mal di pancia dopo aver mangiato carciofi... Anche la pecora in natura fa nascere gli agnelli nel periodo pasquale. Ecco l'agnello pasquale caro alla tradizione giudaico cristiana. Il suo ciclo naturale è stato invece stravolto per avere l'agnello a Natale. Forse perché nel racconto della Natività si parla di pastori e li raffiguriamo con l'agnello in spalla? Chi lo sa.

Photo credits: Giulio Gaviano

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