di Erika Orrù
Con questo spirito l’Amministrazione comunale di Riola Sardo ha aderito alla seconda edizione della Camminata tra gli olivi, esperienza outdoor che si terrà domenica 18 novembre.
Una giornata da trascorrere immersi tra ulivi secolari monumentali, con l’obiettivo di ristabilire un legame con la propria terra, promuovere il patrimonio olivicolo italiano, sviluppare il turismo dell’olio, apprendere quali sono le diverse cultivar di olive da olio, nonché i processi di produzione olearia.

Un’occasione per sottolineare l’importanza di mangiare sano con un’eccellenza prodotta dal nostro territorio, saper riconoscere le caratteristiche di un olio extravergine di qualità e avere un incontro diretto con chi produce l’alimento principe della dieta mediterranea.

La manifestazione, promossa dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio, si svolge in 123 città italiane con itinerari diversificati, dedicati a famiglie e appassionati, per promuovere il paesaggio legato alla grande civiltà millenaria dell’olio EVO. L’Amministrazione comunale riolese ha indicato il ritrovo per la partenza alle ore 9:30 ex S.P. 9 (strada chiusa) direzione Narbolia: i partecipanti dovranno affrontare un itinerario di circa 5 chilometri tra le campagne riolesi, facilmente percorribile, in compagnia di un tecnico dell’agenzia regionale Laore che avrà il compito di mostrare le peculiarità degli oliveti sardi.

Il percorso podistico si snoderà tra località ad alta densità olivicola, con sosta iniziale per la colazione di benvenuto presso l’agriturismo Su Barroccu, per poi proseguire, con tappe intermedie dedite al ristoro, nel cuore delle coltivazioni olivicole, fino alla Fondazione Daga, conosciuta come Is Làndiris, splendida location scelta per la pausa pranzo, offerto dagli organizzatori, dove ci sarà l’esposizione dei prodotti locali.
Il rientro è previsto nel primo pomeriggio. Un momento di cultura all’ombra di alberi secolari finalizzato alla scoperta della qualità dell’olio extravergine, un’iniziativa dal forte valore simbolico tesa non solo alla sensibilizzazione sulla ricchezza di uno dei patrimoni insostituibili e imprescindibili del territorio, ma anche alla promozione dell’imprenditoria che opera nel segno dello sviluppo sostenibile e del ritorno alla terra, inteso come approccio culturale al quale educare le giovani generazioni.
Photo credits: Francesco De Faveri