Martedì, 23 Aprile 2019

Progetto1

In questo numero l’incontro con i sindaci parte dalla Barbagia. A Ovodda, comunità di circa 1600 abitanti, abbiamo chiesto a Cristina Sedda, primo cittadino dal 2011, cosa significhi abitare le zone interne dell’isola...

a cura di Mauro Dessì

Sindaco Sedda, spesso abitare un territorio interno costringe alla scelta obbligata di allontanarsi. La Regione come può aiutarvi sotto questo aspetto?

Lo spopolamento è inferiore rispetto ai paesi limitrofi, ma è un rischio che viviamo quotidianamente. Ecco perché ritengo che il mio paese abbia bisogno di sentire la presenza delle istituzioni e della Regione nel tentativo di arginarlo. Interventi mirati consentirebbero la valorizzazione delle diversificate vocazioni con l’obiettivo di potenziarle e dare ai giovani motivo di credere che rimanere in un paese come Ovodda sia un’opportunità e non una scelta obbligata da cui allontanarsi.

Dove concentrare maggiormente le attenzioni?

Ovodda ha una vocazione naturale nel settore imprenditoriale, e annovera alcune eccellenze. Se le politiche regionali mirassero a sostenere le principali attività esistenti e incentivassero la nascita di nuove, sarebbe certamente scontata la voglia di non abbandonare il territorio, ma di viverlo e popolarlo. Sarebbe importante abbattere i costi, a beneficio dei giovani e non solo, per avviare un’impresa e favorire il coraggio di far affiorare nuove idee. È cosa ben diversa offrire una concreta possibilità di crescita e di inclusione sociale piuttosto che destinare denari pubblici nel tentativo di lenire bisogni della gente oramai cronici , sempre più molteplici e complessi.

Ha sottolineato “giovani e non solo”… quali azioni state portando avanti?

Riteniamo che la persona sia l’elemento cardine della società, e meriti tutela e sostegno. Sono state numerose le risorse destinate e i servizi erogati a sostegno della famiglia, del mondo giovanile in età scolastica, dei soggetti economicamente svantaggiati, di quelli che versano in particolari condizioni di salute e della terza età. In tal senso dovrebbe operare anche la Regione.

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