Sabato, 23 Febbraio 2019

A proposito di spopolamento e piccoli Comuni, anche il sindaco di Bauladu, Davide Corriga, vorrebbe che le elezioni regionali portassero qualche cambiamento per la comunità di neanche 700 abitanti...

a cura di Mauro Dessì

Sindaco Corriga, si può davvero sperare di mettere freno allo spopolamento dei piccoli comuni?

Sperare si può, anche se la politica stessa non aiuta ad aver le idee chiare. Si promuovono dibattiti e confronti sullo spopolamento e su come resistere a questo fenomeno e poi, di fatto, si tagliano i servizi, si centralizzano gli uffici, non si attuano strategie nuove e lungimiranti per prevedere la Sardegna che verrà. Si è bravi a intervenire sulle emergenze ma non si attuano politiche di sviluppo sostenibile. Così è difficile davvero offrire l'opportunità alle giovani famiglie di decidere di risiedere in un paese.

L’idea della fusione tra comuni può essere una buona strategia per sostenere le piccole comunità?

Non credo, mi sa di proposta populista. Credo invece nella sinergia tra comuni. Mettersi insieme va bene, così come stiamo facendo tra paesi del Montiferru e dell’Alto Campidano. L’associazione di Comuni può offrire migliori servizi e generare una economia di scala molto più importante. Sopperisce a quel limite che si è venuto a creare con la sparizione delle province perché dopo che la legge è stata applicata non sono state date ai Comuni risorse né personale adeguato perché, come Comuni, potessimo sostituirci alle province stesse.

Un ultimo pensiero a conclusione di questa pagina. Cosa può essere il “nuovo” per la regione Sardegna che verrà?

Un nuovo rapporto con lo stato italiano. La Sardegna è stata succube per anni dello stato italiano, è tempo che possa affermarsi con forza e dignità rispetto allo Stato perché temi come l’autonomia fiscale, il lavoro, la scuola, i trasporti possano essere trattati in maniera più leale.

 

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