Lunedì, 16 Settembre 2019

Progetto1

Le nostre interviste ai sindaci prima delle elezioni regionali 2019. Tra i paesi dell’entroterra anche Belvì, piccolo Comune di circa 600 abitanti. Abbiamo chiesto al suo primo cittadino, Sebastiano Casula, in carica dal 2015, cosa significa, oggi, abitare una zona interna...

a cura di Mauro Dessì

Sindaco Casula, come la Regione può farsi “prossima” ai paesi delle zone più interne?

La Regione dovrebbe capire innanzitutto dove ci troviamo. L’impressione è che non sempre ci sia questa consapevolezza. Lo SNAI, l’ente che individua le strategie nazionali per le aree interne, ha individuato la nostra area come quella più centrale dell’isola. Non solo non abbiamo i servizi, ma abitiamo anche lontano dai servizi. Spesso il nostro riferimento è Cagliari. E raggiungere la città o i centri maggiori su cui appoggiarci significa rinunciare anche ad un giorno di lavoro. Ma abbiamo scelto di abitare a Belvì, e “mamma Regione”, a volte lontana, dovrebbe sostenerci in questa scelta.

Quali proposte perché l’abitare una zona interna possa essere una scelta di vita anche futura?

Personalmente penso che darci la possibilità di avere una fiscalità di vantaggio possa essere un buon motivo per restare ad abitare e lavorare in paesi interni come il nostro. Oggi, pur senza servizi, abbiamo una tassazione simile a quella dei grossi centri in cui ricade la centralità dei servizi stessi. Penso che avere agevolazioni fiscali possa non solo alleggerire e sostenere la conduzione della vita in una zona come la nostra, ma incentivare la valorizzazione di un potenziale che il nostro territorio offre.

Voi realizzate molti eventi legati al turismo attivo. Che significato hanno nell’ottica della promozione del vostro territorio?

Sono la chiara dimostrazione che l’abitare una zona interna non è un problema, non è l’immagine di una situazione negativa perché marginale, ma è una opportunità di sviluppo. Sono l’espressione di un potenziale enorme che andrebbe tutelato maggiormente con un’azione sinergica tra Comuni e un dialogo maggiore tra Enti locali e Regione.  

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