Martedì, 25 Giugno 2019

Progetto1

Anche a Tramatza, al confine tra il Montiferru e l’alto Campidano, il primo cittadino è donna. Francesca Piredda, da due anni e mezzo alla guida della sua piccola comunità di neanche mille abitanti, si definisce cittadina di campagna...

a cura di Mauro Dessì

E in quanto tale ci ha voluto esprimere non solo le sue aspettative, ma anche le sue forti preoccupazioni.

Sindaco Piredda, cosa la preoccupa maggiormente?

Principalmente i giovani. Lottano con la precarietà. Sognano un futuro che neanche riescono ad immaginare. Assisto a continue processioni presso gli uffici dei servizi sociali e questo anche da parte di chi ha 50 anni. Vedo un tessuto imprenditoriale lacerato, incapace di proporre e implementare nuovi progetti di sviluppo. Tutto ciò mi preoccupa perché comunque noi amministratori, dal livello più basso a quello più alto, abbiamo delle responsabilità perché queste criticità possano essere oggetto di attenzione e di forte priorità.

Si è assunta le sue responsabilità, ma le ha anche allargate alla Regione. Cosa si aspetta da chi sarà chiamato a governare dopo il 24 febbraio?

Si lavora tanto sui grandi progetti, sui grandi numeri. Mi aspetto, invece, più progetti specifici, capaci di calarsi nel territorio per creare nuove condizioni, nuovi percorsi che portino a maggiore occupazione. Nel nostro specifico caso, progetti ad hoc potrebbero riguardare l’imprenditoria giovanile sul settore agricolo che può ritornare ad essere il settore centrale della nostra economia. Per far questo abbiamo bisogno di essere supportati nella consulenza e nella formazione verso i giovani soprattutto.

Non solo investimenti, dunque, ma anche relazioni umane. È una strada percorribile, oggi, per la politica?

Deve esserlo. E per percorrerla occorre tanto coraggio. Chi si candida oggi deve averne tanto. E con il coraggio molta determinazione, voglia, passione. Credo siano i giusti strumenti per accorciare quelle distanze che purtroppo esistono oggi tra la politica e la gente.

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