Sabato, 23 Febbraio 2019

Dalla Barbagia alla costa, abbiamo intervistato Manuela Pintus sindaco di Arborea. La cittadina dell’oristanese si caratterizza per la presenza di numerose imprese locali...

a cura di Mauro Dessì

Sindaco Pintus, l’economia delle industrie e attività presenti sembra non avere crisi. È solo apparenza?

Il sistema economico prevalente, basato sulle organizzazioni cooperative, si dimostra al passo con le richieste di un mercato sempre più competitivo. Ma i problemi esistono e costituiscono una grande sfida per il futuro. Tra le difficoltà, quelle del comparto agro-zootecnico per i ritardi nella liquidazione degli aiuti e dei contributi di settore che caratterizzano l’erogazione dei fondi comunitari e le difficoltà dovute alla variabilità climatica, con lunghi periodi di siccità alternati ad abbondanti piogge. Il prezzo del latte e i cambiamenti climatici rappresentano variabili che rendono complessa la gestione delle imprese nel mercato. A causa delle abbondanti piogge, anche pesca e acquacoltura hanno registrato notevoli danni alle produzioni, che si aggiungono alle difficoltà del settore. Anche l’industria turistica, che conta oltre mille posti letto, risente della crisi del settore. Si può affermare che ogni realtà economica sente la congiuntura economica negativa, ma mostra di reagire con determinazione e mette in atto tutte le misure al fine di opporsi alla crisi.

Cosa chiede ai prossimi consiglieri regionali perché si facciano più “vicini” anche ad una comunità come la vostra?

Sono consapevole che la politica, a tutti i livelli, incontra dei limiti in termini di disponibilità di risorse e di spazi di manovra. I sindaci sardi, ad esempio, sono chiamati a svolgere un ruolo sempre più impegnativo proprio perché devono cercare di mantenere stabile l’erogazione dei servizi ai cittadini con risorse sempre più esigue. In altri termini, noi amministratori, saremo chiamati a migliorare la qualità della nostra politica con minori strumenti e risorse, creando spazi di socialità, di aggregazione, di attenzione per le fasce più deboli. Dovremo fare ancora tanti sforzi nel modo di comunicare con tutti e di ascoltare le richieste delle nostre comunità, senza illudere né abbandonare nessuno. In un futuro che si preannuncia ancora scarso in termini di risorse finanziarie per gli enti locali, lo sviluppo dei territori sarà sempre più legato alla valorizzazione delle migliori risorse umane. Ecco, quello che mi sento di chiedere ai prossimi consiglieri regionali è di sviluppare strumenti in grado di coinvolgere le giovani generazioni in un percorso nuovo di formazione politica, di impegno diretto, di lotta all’indifferenza. Vorrei chiedere poi una maggiore capacità di ascolto delle istanze dei sindaci e degli amministratori locali, vedendo in loro un interlocutore e un aiuto.

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