Sabato, 07 Dicembre 2019

Progetto1

Avevo visto tante mole asinarie, ma una così primitiva non m'era mai capitata. M'arrampicai per un muro. Due donne, le mugnaie, scapparono, come se la mia Superb non fosse una macchina fotografica, ma Dio sa che arnese diabolico e micidiale. Fotografai...

di Alberto Medda Costella

È uno dei 2.177 commenti ai 7.156 scatti fotografici che il bisiaco Ugo Pellis, nativo di Fiumicello in provincia di Gorizia, centro oggi noto alle cronache per essere il paese di Giulio Regeni, fece dal 1932 al 1935 in Sardegna.

Nato asburgico nel 1882 e formatosi nelle università austriache di Vienna e Innsbruck, Pellis si era laureato in lettere italiane e tedesche, con particolare attenzione alla filologia. Insegnò tedesco prima a Capodistria e poi italiano a Trieste fino al 1924. Diventato cittadino del Regno dopo le vicende belliche, ricevette una dispensa l'11 dicembre di quello stesso anno per contribuire in modo significativo alla realizzazione del primo Atlante Linguistico Italiano, che lo vedrà impegnato a girare l'Italia fino al 1940.

Medda Ugo Pellis Bonarcado w

Il lavoro era stato realizzato per conto della Società Filologica Friulana, una sorta di Accademia della Crusca per la promozione della marilenghe, la lingua friulana. Nel suo lungo girovagare per indagare sistematicamente la struttura e le peculiarità della lingua sarda, prima di arrivare nell'isola, Ugo Pellis aveva già fatto pratica con i militari della Brigata Sassari di stanza a Trieste.

Proprio quest'anno la Società Filologica Friulana ha compiuto cento anni di attività e navigando nel suo sito internet (www.filologicafriulana.it) si può accedere liberamente al Fondo Ugo Pellis. A tanti internauti oristanesi sarà capitato di vedere i suoi scatti in vari gruppi Facebook, una su tutte l'immagine delle due donne a fianco alle brocche di ceramica, quando Oristano era nota non solo di nome, ma anche di fatto, per essere la città dei figoli. Ma ci sono tante altre istantanee su Oristano e su altri comuni come Cabras, Bauladu, Milis, Bonarcado, Tramatza. Sono quasi tutte del 1933 e fanno parte del primo dei sette viaggi compiuti nell'isola. Nel nostro territorio tornerà l'anno successivo, toccando i paesi di Ghilarza, Abbasanta, Norbello, Busachi, Laconi, Meana Sardo, Isili, Nuragus e Genoni. E ancora Aritzo, Belvì e Tonara.

Medda Ugo Pellis Bauladu don Michele Carta w

Nel suo lavoro furono tanti i sindaci, ma soprattutto i parroci, che diedero una mano a trovare informatori che gli avrebbero permesso di portare avanti la sua lunga e maniacale ricerca: far conoscere una Sardegna autentica, anticonformista e lontana dalle celebrazioni di regime, opposta alla potenza delle macchine e delle nuove città di fondazione che, un po' ovunque, sorgevano nel territorio italiano, ritraendo il bello di un mondo popolare e di una civiltà che stava per passare alla storia.

Per approfondire la figura di Pellis si consiglia la monografia "Uomini e cose. Ugo Pellis. Fotografie. Sardegna 1932-1935. Firenze-Milano: Giunti, 2009.

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