Domenica, 20 Maggio 2018

 

È il lavoro straordinario di un uomo di scuola che si rivolge principalmente alle scuole

Così il presidente dell’ISTAR Maurizio Casu introduce la mostra di plastici che riproducono le torri e le mura di Oristano medievale realizzati dal professor Augusto Schirru ed esposti all’Antiquarium Arborense

di Giulio Gaviano

 

Le celebrazioni de Sa die de sa Sardigna sono occasione ideale per parlare di storia sarda e l’Istituto Storico Arborense, oltre alla ricerca, svolge anche un’importante attività di divulgazione.

augusto schirru maurizio casu moglie schirru

Davanti al plastico che rappresenta l’intera città, il direttore scientifico Giampaolo Mele spiega ai ragazzi di scuola che bisogna pensare al futuro guardando alla storia, per capire meglio e attraversare i tempi difficili che stiamo vivendo:

Vedete questa città? Ventotto torri… Nel 1368 una potentissima confederazione di regni, imperialista, non riuscì a espugnare Oristano, la sacra capitale del regno d’Arborea. Ci rimise la vita Pedro de Luna, il luogotenente generale del re d’Aragona, quando il donnichello Ugone III uscì dalle mura a sorpresa e inflisse agli aragonesi una delle più brucianti sconfitte della loro storia...

giampaolo mele andrea lutzu massimiliano sanna

 Vedere la ricostruzione della cinta muraria può essere un primo passo per capire cos’era Oristano nel ‘300. Un modo per approfondire è visitare il sito dell’ISTAR, Arborensia, inaugurato recentemente e ricco di documenti che un tempo sarebbe stato arduo reperire. Mele coinvolge i ragazzi direttamente in una ricerca attiva, grazie alla tecnologia, esaminando le fonti insieme a loro, senza eccessivi tecnicismi.

 

Com’era, dunque, Oristano nel medioevo?

Aristanis era la capitale di uno stato in mezzo al Mediterraneo, su un’isola nella quale anche Pisa e Genova avevano forte influenza. Nel 1323, il giudice d’Arborea, Ugone II, si allea con la Corona d’Aragona attraverso trattative politico-diplomatiche internazionali estremamente complesse. L’arcivescovo di Oristano Guido Cattaneo andava a trattare con i potentati dell’epoca ad Avignone, dove risiedeva il papa. Infatti, venticinque anni prima, la Corona d’Aragona aveva ottenuto dal papa Bonifacio VIII licenza di invadere la Sardegna. Nel 1353 Mariano IV rompe l’alleanza con gli aragonesi e inizia una lunga e sanguinosa guerra.

Il Giudicato d’Arborea aveva una sua cancelleria, le officine grafiche, e un organo politico (la Corona de Logu) all’avanguardia. Lo stato era diviso in 14 curatorie, distretti amministrativi i cui nomi sono rimasti fino a oggi. Per esempio la Barbagia di Ollolai o il Campidano di Milis o il Guilcer. Ogni curatore doveva posseplastici augusto schirru antiquarium casu lutzu sanna webdere una copia della raccolta delle leggi, la Carta de Logu. Questa fu applicata fino al 1827, quando entrò in vigore il codice di Carlo Felice.

Forse oggi in Europa pochi sanno dov’è Oristano, ma nel medioevo la città era la capitale di un regno, aveva grande importanza in Europa. Viene allora da chiedersi come si possa uscire dal liceo senza sapere nulla della nostra storia e auspicare che questa divenga quanto prima parte integrante dei programmi scolastici.

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