di Giovanni Enna
Oggetti che sono stati testimoni silenti di eventi che hanno avuto un influsso salvifico sull’umanità. Nel Vangelo di Marco è descritto l’episodio della donna che aveva “toccato” il mantello di Gesù e venne salvata (Mc 5,24-34). Da episodi simili, i cristiani hanno tratto la convinzione del potere spirituale contenuto negli oggetti sacri.
Non era feticismo né magia. Nell’evento descritto erano presenti tre componenti: l’intervento divino, la fede e la mediazione di un oggetto specifico. Da ciò scaturì, presso i cristiani, la credenza nelle reliquie come intermediarie tra il vissuto terreno e il Regno dei Cieli.
Specialmente nel Medioevo, si ebbero molte falsificazioni delle reliquie. Le diffidenze vennero incrementate dalla Riforma protestante, dall’Illuminismo e dal Positivismo. La produzione di molti falsi non escluse che potessero esistere degli originali.
Nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, il primo venerdì di ogni mese, alle ore 15 (ora della morte di Cristo), e in Quaresima, ogni venerdì, viene esposta la reliquia venerata da secoli come la Corona di spine di Gesù. Questo oggetto fu venduto, nel 1239, al re di Francia san Luigi IX da Baldovino II, re di Gerusalemme, che divenne poi giovane sovrano dell’Impero Latino di Costantinopoli (conquistata durante la quarta crociata). Quest’ultimo, anche se deteneva il titolo di imperatore romano e governava un regno che era stato il più potente del mondo, attraversava difficoltà economiche. Papa Gregorio IX, ricordando il massacro compiuto dai crociati latini nella capitale di Bisanzio, si rifiutò di aiutarlo e l’imperatore bizantino ritornò a Parigi. In Francia regnava allora Luigi IX. Era un sovrano profondamente religioso, che aveva una venerazione speciale per le reliquie di Cristo. Divenne famoso come il più grande difensore della fede cristiana. Egli propose l’acquisto di due grandi frammenti della Corona custodita nel palazzo imperiale di Costantinopoli. Era una delle poche reliquie sfuggite al saccheggio e aveva la forma di una calotta irta di spine. Nel 409, il vescovo san Paolo di Nola ne attestò l’esistenza. Lo affermarono altri pellegrini, tra cui Vincenzo di Lérins e Antonino di Piacenza. Nel 650 san Gregorio di Tours riferiva che della struttura originaria della reliquia era rimasto un anello intrecciato di giunchi, così raffigurato nelle immagini sacre. Molti studiosi ritengono che questo oggetto di supplizio sia costituito da un arbusto spinoso (Zizyphus vulgaris). Nel 1063 la Corona di spine venne portata da Gerusalemme a Costantinopoli e poi a Parigi. Durante la rivoluzione francese le reliquie furono portate, prima, in una sarcastica processione e, successivamente, vennero distrutte; si salvarono solamente: un frammento della Croce, un chiodo e, soprattutto, la Corona di spine. Nel 1804 tali oggetti sacri vennero riposti nella cattedrale di Notre-Dame e due anni dopo l’imperatore Napoleone Bonaparte fece realizzare un reliquiario d’oro a forma di sfera, dove custodire gli importanti cimeli.