di Davide Corriga
Un esito talmente scontato da condurre quasi sette sardi su dieci a disertare le urne. Non è un caso che dalle prime elezioni dirette ad oggi il tasso di affluenza per le elezioni europee in Sardegna sia diminuito costantemente fino a dimezzarsi: da 81% del 1979 a 36% del 2019. In Italia, a rimanere a casa sono stati oltre 22 milioni di persone. Secondo un’indagine condotta dall’Istituto Swg, a optare per l’astensione sono stati soprattutto i millennial (il 48%) e le donne (il 52%). In Sardegna il partito più votato è stato la Lega con 135mila voti. Si tratta del minimo storico di voti raccolti da un “primo partito” nell’Isola, ben distante dal record di 341mila preferenze ottenute dalla Democrazia Cristiana nel 1979.
A registrare un risultato storico nel vecchio Continente sono stati i Verdi. In Germania hanno raccolto il 20% dei consensi e oggi sono il secondo partito del Paese. Anche in Finlandia sono arrivati secondi, con il 16%, mentre in Francia si sono posizionati terzi con il 13,4%. In Irlanda, infine, le schede pro-ambiente sono state il 14,8% del totale: un risultato sorprendente se si pensa che solo cinque anni fa non avevano raggiunto neanche il 2%. Solo in Italia i Verdi non superano la soglia minima, fermandosi al 2%. Dei 751 seggi a disposizione, 178 saranno riservati al Partito Popolare Europeo, 153 ai Social-Democratici, 105 ai liberali dell’Alde, 69 al gruppo gruppo dei Verdi-European Free Alliance, 63 ai sovranisti, 54 al gruppo della Democrazia Diretta, 38 alla Sinistra Unitaria Europea, mentre i rimanenti saranno assegnati a politici non apparentati con nessun gruppo politico. Il primo compito degli eurodeputati sarà quello di scegliere il nuovo presidente del Parlamento europeo. Lo faranno durante la prima sessione plenaria che si svolgerà dal 2 al 4 luglio. I sardi hanno cinque anni di tempo per proporre l’approvazione di una norma che garantisca loro una delegazione a Strasburgo. Comunità ben più piccole riescono in questa missione. Malta con 437 mila abitanti, il Lussemburgo con 602 mila abitanti, l’Estonia con 1,3 milioni di abitanti e Cipro con 1,1 milioni di abitanti eleggono 6 eurodeputati ciascuno. La Slovenia e la Lettonia, con circa 2 milioni di abitanti ciascuna, eleggono 8 eurodeputati a testa. Addirittura una comunità germanofona del Belgio, composta da due piccoli cantoni e abitata da 71mila persone, riesce ad eleggere direttamente un proprio rappresentante. Anche la Sardegna ha diritto ad una propria rappresentanza in Europa.