Martedì, 19 Marzo 2019

Progetto1

Resa ufficiale la ripartizione dei seggi all’indomani delle elezioni del 24 febbraio scorso, ancora non è stata ufficializzata, però, la composizione degli stessi...

di Mauro Dessì

Alla data di chiusura del settimanale, infatti, manca ancora la conta di circa quindicimila voti, assegnati al Tribunale per lo spoglio definitivo. Tante imperfezioni hanno mostrato una macchina organizzativa elettorale ricca di lacune e carenze che, di fatto, lasciano ancora in sospeso l’assegnazione di alcuni dei sessanta seggi del nuovo consiglio regionale guidato da Christian Solinas e dalla coalizione di centro destra.

In attesa di questa ufficialità, vogliamo soffermare la nostra attenzione sui probabili eletti della circoscrizione oristanese a completamento di quel percorso di avvicinamento alle elezioni regionali fatto sul nostro settimanale con gli amministratori locali. Con loro abbiamo voluto dare voce alle comunità per carpirne bisogni e aspettative. Agli eletti l’arduo compito di mettere in pratica quanto riportato sulle nostre pagine. Non sono tanti, in realtà, coloro che rappresenteranno il territorio oristanese in Regione. Tre, forse quattro, i consiglieri di maggioranza. Uno dei quattro seggi sarà proprio assegnato dal Tribunale: in lizza le circoscrizioni di Oristano e del Sulcis. Due, invece, i seggi assegnati all’opposizione, uno della coalizione di centrosinistra e uno del Movimento 5stelle che, ricordiamo, ha gareggiato fuori da ogni coalizione. Molti altri candidati, così come riportato nello scorso numero, hanno ottenuto ottimi risultati con cospicui voti di preferenza. Purtroppo non ce l’hanno fatta, vittime di una legge elettorale il cui sistema proporzionale, forse, proprio in virtù di questi dati andrebbe per certi versi rivisto.

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Emanuele Cera, classe 1968, è di San Nicolò d’Arcidano. Impiegato, addetto alla gestione del personale per una nota azienda oristanese che si occupa di alimenti zootecnici e cereali. Ha una lunga esperienza nel campo amministrativo. Dal 2005 è sindaco di San Nicolò di Arcidano, ma già dal 2000 ha fatto parte del consiglio comunale della sua comunità. Dal 2002 è stato anche in consiglio provinciale dove, per due anni, ha ricoperto la carica di assessore al turismo e agricoltura. Già cinque anni fa si presentò alle regionali e sempre con Forza Italia. I suoi 3198 voti però non bastarono: risultò, infatti, il primo dei non eletti. Stavolta, grazie alla vittoria del centro destra, son stati sufficientipoco più di 2300 voti per essere eletto.

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Domenico Gallus, classe 1963, è di Paulilatino. Medico dermatologo, ma negli ultimi anni ha dedicato gran parte del suo tempo alla vita pubblica amministrativa. Anch’egli è sindaco della sua comunità che, evidentemente, l’ha sostenuto nella campagna elettorale pro regionali. Paulilatino è stato, infatti, il centro con la più alta percentuale di votanti nell’oristanese. Gallus si appresta a iniziare il suo terzo mandato in Regione. Nel 2009 fu eletto con il Popolo delle Libertà, mentre, da primo dei non eletti, è subentrato in Regione nel 2017 per sostituire Oscar Cherchi sino ad agosto 2018. Stavolta si è presentato nella lista Sardegna 20eventi-Tunis con la coalizione del centro destra ottenendo il seggio con poco meno di 2000 voti.

 

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Annalisa Mele, classe 1961, è originaria di Bonarcado ma abita a Oristano da 25 anni. Moglie e madre, svolge la professione di Medico nel Pronto Soccorso dell’ospedale di Oristano: è dottoressa del 118 sin dall’istituzione della centrale operativa di Oristano. Già candidata alla Camera dei Deputati alle elezioni del 2018 nel collegio plurinominale del centro sud Sardegna, alle regionali si è presentata da capolista con la Lega Sardegna, della quale è coordinatrice sia della sezione di Oristano che del comitato provinciale. Con poco più di mille voti ha ottenuto uno degli otto seggi assegnati al partito fortemente voluto sull’isola da Matteo Salvini e che sarà il più rappresentato sui banchi di via Roma a Cagliari.

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Francesco Mura, classe 1983, geometra, è originario di Ghilarza ma abita a Nughedu Santa Vittoria. Nel 2018 è stato confermato sindaco della sua piccola comunità dopo esserne diventato primo cittadino già dal maggio 2013, cinque anni prima. Dallo scorso anno è anche coordinatore della sezione provinciale di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, che ripercorre il percorso storico del movimento di Alleanza Nazionale. È con il suo partito che si è presentato alle regionali dentro la grande coalizione di centrodestra, ottenendo poco più di 1300 voti. Il suo seggio, però, gli è conteso dal collega della circoscrizione sulcitana: solo il Tribunale, prossimamente, dirà se il giovane sindaco potrà sedersi sui banchi della Regione

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Diego Loi, classe 1976, di Santulussurgiu. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Cagliari, attualmente è dipendente dell’ASPAL (Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro). 
È specializzato in Sviluppo Locale e ha svolto ruoli di rilevanza nell’ambito di tavoli istituzionali per la programmazione dei fondi comunali, regionali, comunitari e, in particolare, sulle politiche attive del lavoro.  Eletto sindaco di Santulussurgiu il 1 giugno 2015, dal 2017 ricopre la carica di Presidente dell’Unione dei Comuni Montiferru–Sinis. Sui banchi della Regione sarà all’opposizione, essendosi presentato con la lista Noi, la Sardegna con Massimo Zedda nella coalizione di centro sinistra, dove ha raccolto 770 preferenze.

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Alessandro Solinas, nato e cresciuto a Oristano, classe 1988, è il più giovane tra gli oristanesi eletti. Laureato in giurisprudenza all’Università di Cagliari, praticante avvocato, ha già calcato diversi tribunali di tutta la Sardegna. Il suo bagaglio culturale gli sarà utile per affrontare questa esperienza sui banchi di via Roma a cui arriva da neofita della vita amministrativa e politica. Appartenente al Movimento 5Stelle fin da prima di terminare i suoi studi, ha accettato la candidatura per rappresentare il mondo giovanile in netta minoranza tra coloro che si sono presentati per la corsa elettorale del 24 febbraio. I suoi 847 voti gli sono bastati per ottenere uno dei sei seggi assegnati al suo partito.

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