Venerdì, 15 Novembre 2019

Progetto1

Della Regina di Saba (Sheba), il cui seducente mistero è avvolto nella leggenda, è incerta anche l’identità. Il luogo di provenienza sarebbe Axum, mentre la tradizione araba riporta la denominazione di Bilqis...

di Giovanni Enna

Nella Bibbia, la storia di questa regina è narrata nel Primo Libro dei Re. Lo storico ebreo del I secolo d. C., Giuseppe Flavio, la denomina Nikaule, in ricordo della regina Nicotri, descritta da Erodoto. Nel racconto biblico si evidenziano due aspetti: il confronto intellettuale tra i due sovrani e l’elemento commerciale, velato sotto il manto dello scambio dei doni. Le memorie antiche descrivono il viaggio della regina a Gerusalemme, proveniente dal Sud: lo Yemen, l’Arabia o l’Etiopia. Gli antichi territori arabo-etiopici erano più uniti che divisi. La sovrana voleva verificare le ricchezze e la saggezza di Salomone, il quale fu sottoposto a una serie di enigmi, tutti risolti. Costui era figlio di Davide ed era considerato il più sapiente dei regnanti. A Salomone (970-930 a. C.) Dio chiese quale dono avrebbe desiderato: scelse la saggezza di amministrare bene. Dio gliela concesse, insieme ad altri privilegi. Celebre rimane il suo “giudizio” sulla contesa fra due madri. Tra Salomone e la regina di Saba, secondo la tradizione etìope, sbocciò l’amore. Nacque il primo re di Etiopia: Menelik. Due paesi si contendono la natalità della Regina: l’Etiopia e lo Yemen. Il primo vanta una nazione prima ebraica e poi cristiana, con capitale Axum, dove tuttora sarebbe conservata l’Arca dell’Alleanza, trafugata dal Tempio di Gerusalemme da parte del figlio di Salomone e della regina di Saba. Ancora oggi i rituali dei copti etìopi ricordano, con lunghe processioni, il viaggio dell’Arca. Meno interessato alla diatrìba appare invece lo Yemen, ormai islamico, che però alcune analisi storiche indicherebbero come probabile sede della regina, dove sarebbe attestato un regno sabèo. Per altri studiosi, i Sabèi avrebbero rappresentato una corrente religiosa d’ispirazione giudaica, localizzata nella regione di Harran, un’area compresa fra l’Anatolia Sud Orientale e il nord della Siria, come riporta il Corano. Documenti assiri confermano che nel primo millennio a. C. alcune tribù arabe erano governate, anche nelle spedizioni militari, da regine. Esistono parecchi eventi che potrebbero corroborare la storicità del racconto: ad. es. il re assìro Salmanassar III, nella battaglia di Quarquar dell’853, si confrontò con mille cammelli della regina araba Gindibu, alleata dei siriani e del re d’Israele Achab; nell’VIII secolo le Cronache assire menzionano l’insurrezione di Zabibe, “regina degli Arabi”. Risulta documentato un commercio carovaniero di prodotti provenienti dal sud-arabico: oro, incenso, pietre preziose, aromi, spezie, legni pregiati (specialmente il sandalo), che Salomone usò per le decorazioni del tempio. È attestato che le lingue usate nell’antico regno di Axum erano semitiche: l’aramaico e il tigrino. Nel 2008, archeologi tedeschi dell’Università di Amburgo hanno ritrovato nella città di Axum un palazzo reale del X secolo a. C. Anche se il racconto della Regina di Saba appare un pò fiabesco, analisi storiche e scientifiche dimostrano che il contesto storico in cui viene inserita la narrazione risulta abbastanza accurato e offre validi riscontri.   

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