Sabato, 07 Dicembre 2019

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È stato un vero successo, davvero inaspettato. Il festival nella sede di Ghilarza del Mariano IV, in collaborazione con il consorzio UNO, ha visto la partecipazione di 530 alunni nei due giorni 15 e 16 novembre: 10 scuole medie, 2 scuole primarie, 1 superiore, 40 docenti accompagnatori. I paesi rappresentati: S. Vero Milis, Milis, Paulilatino, Ghilarza; Baratili, Norbello, Abbasanta, Samugheo, Meana Sardo, Ortueri, Neoneli, Macomer...

di Luciana Putzolu

Soddisfatte le docenti organizzatrici : M. Teresa Cocciolone, Silvia Schirra e Luisella Casta insieme a tanti docenti che hanno collaborato. “L’obiettivo - ci dice la prof.ssa Schirra - era quello di far passare gli alunni dall’altra parte, in cattedra; avvicinare i ragazzi alla matematica e alle scienze con applicazioni nel mondo reale, incuriosirli e renderli protagonisti. La matematica, la fisica, in particolare, non sono discipline noiose e astratte”.

Una scuola ha bisogno di esperienze concrete: far mettere in gioco i propri alunni. La scoperta poi è che i ragazzi in queste situazioni danno il meglio di sé. “Vederli spiegare ai più piccoli - afferma la prof.ssa Casta - è stata una  rivelazione unica”. Un festival dalle molteplici finalità, un’esperienza da ripetere sicuramente anche il prossimo anno.

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La camera a nebbia: avvistamento di particelle

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È già meraviglioso essere lì, sotto il cielo azzurro, alzare la testa e notare sopra di noi una scia bianca e morbida lasciata da un aereo, ma quanto può essere mozzafiato poter ammirare la scia lasciata da una particella?

La camera a nebbia è uno strumento che permette di rilevare le particelle elementari, ideato da Charles Wilson nel 1899. Provare a ricostruirla seguendo il modello di Wilson non è un’impresa difficile, tuttavia visualizzare i raggi cosmici non è altrettanto semplice: ghiaccio secco alla temperatura di -78,5 °C, contenitore trasparente, lastra di ferro, spugna imbevuta d’alcool, torcia e tanta pazienza, sono gli ingredienti necessari per riprodurla. La camera a nebbia fa in modo che le particelle elementari lascino energia tanto da poter vedere la loro scia. Elettroni, muoni e particelle α… i ragazzi li hanno potuti vedere all’interno della camera a nebbia costruita con le loro mani e hanno scoperto l’infinità dei raggi cosmici che viaggiano instancabilmente tra loro.

                                                                                                  Bianca Salaris, V A Liceo Scientifico di Ghilarza

Gioca con Pitagora. Una lezione di geometria pratica

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Vi siete mai chiesti come sarebbe stato incontrare un famoso matematico come Pitagora? O come sarebbe stato giocare con lui attraverso il suo famoso teorema? Questo è quello che è successo in una delle aule di Ghilarza, durante il Festival della Scienza.

Qui alcuni studenti hanno aiutato ragazzi e bambini della scuola primaria e secondaria a giocare con Pitagora e a scoprire le leggi del teorema, tra quadrati costruiti sui cateti e quadrato costruito sull’ipotenusa .

Questo laboratorio, curato dalla V D, è stato denominato Gioca con Pitagora. All’inizio, i ragazzi hanno narrato la leggenda, sconosciuta ai più, di Pitagora che, partendo dall’osservazione di una mattonella, avrebbe elaborato il teorema. Gli alunni ospiti, divisi in gruppi, attraverso figure di legno e l’aiuto dei liceali, hanno cercato di risolvere enigmi rispettando la regola pitagorica. Insomma, una lezione di geometria alternativa e creativa che ha arricchito il calendario del Festival delle scienze!

                                                                                                                       Emma Cossu, I Liceo Scientifico 

                                                                                                                       Foto Chiara Dessì

 

 

 

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