di Luciana Putzolu
Soddisfatte le docenti organizzatrici : M. Teresa Cocciolone, Silvia Schirra e Luisella Casta insieme a tanti docenti che hanno collaborato. “L’obiettivo - ci dice la prof.ssa Schirra - era quello di far passare gli alunni dall’altra parte, in cattedra; avvicinare i ragazzi alla matematica e alle scienze con applicazioni nel mondo reale, incuriosirli e renderli protagonisti. La matematica, la fisica, in particolare, non sono discipline noiose e astratte”.
Una scuola ha bisogno di esperienze concrete: far mettere in gioco i propri alunni. La scoperta poi è che i ragazzi in queste situazioni danno il meglio di sé. “Vederli spiegare ai più piccoli - afferma la prof.ssa Casta - è stata una rivelazione unica”. Un festival dalle molteplici finalità, un’esperienza da ripetere sicuramente anche il prossimo anno.


La camera a nebbia è uno strumento che permette di rilevare le particelle elementari, ideato da Charles Wilson nel 1899. Provare a ricostruirla seguendo il modello di Wilson non è un’impresa difficile, tuttavia visualizzare i raggi cosmici non è altrettanto semplice: ghiaccio secco alla temperatura di -78,5 °C, contenitore trasparente, lastra di ferro, spugna imbevuta d’alcool, torcia e tanta pazienza, sono gli ingredienti necessari per riprodurla. La camera a nebbia fa in modo che le particelle elementari lascino energia tanto da poter vedere la loro scia. Elettroni, muoni e particelle α… i ragazzi li hanno potuti vedere all’interno della camera a nebbia costruita con le loro mani e hanno scoperto l’infinità dei raggi cosmici che viaggiano instancabilmente tra loro.
Bianca Salaris, V A Liceo Scientifico di Ghilarza

Qui alcuni studenti hanno aiutato ragazzi e bambini della scuola primaria e secondaria a giocare con Pitagora e a scoprire le leggi del teorema, tra quadrati costruiti sui cateti e quadrato costruito sull’ipotenusa .
Questo laboratorio, curato dalla V D, è stato denominato Gioca con Pitagora. All’inizio, i ragazzi hanno narrato la leggenda, sconosciuta ai più, di Pitagora che, partendo dall’osservazione di una mattonella, avrebbe elaborato il teorema. Gli alunni ospiti, divisi in gruppi, attraverso figure di legno e l’aiuto dei liceali, hanno cercato di risolvere enigmi rispettando la regola pitagorica. Insomma, una lezione di geometria alternativa e creativa che ha arricchito il calendario del Festival delle scienze!
Emma Cossu, I Liceo Scientifico
Foto Chiara Dessì