Anche quest'anno la sezione OFTAL della nostra Arcidiocesi ha partecipato al pellegrinaggio che l'associazione organizza a Lourdes. Un piccolo gruppo, composto da 80 pellegrini, ha vissuto per cinque giorni, immerso nella bellezza del santuario, i vari momenti che scandiscono le giornate presso la grotta di Massabielle, ripercorrendo l'esperienza della giovane Bernadette.
Sicuramente un piccolo gruppo, rispetto al grande pellegrinaggio OFTAL che parte ogni anno a settembre dalla Sardegna e che mette insieme più di 500 amici: eppure a un certo punto i numeri non contano, perché a Lourdes ci si unisce alla grande famiglia di uomini e donne che da ogni parte del mondo raggiunge questa meta mariana.
Con grande gioia il gruppo è stato arricchito dalla presenza di tre mamme che, con i loro bambini, cinque in tutto, hanno voluto raggiungere questo luogo di fede, speranza e carità. Ciascun pellegrino arriva a Lourdes portando nel cuore le gioie e le fatiche della vita, ciascuno giunge davanti a quella Grotta perché si è sentito chiamato, invitato a essere lì in quel preciso momento della sua storia. Di rientro dal pellegrinaggio abbiamo chiesto alle tre mamme di condividere con noi alcune impressioni sul viaggio.

Pellegrini a Lourdes
È stato bello scoprire che c'è una sensazione comune che lega tutti e tre i racconti: è stata un’esperienza di fede. Così racconta Federica, mamma della piccola Beatrice: Arrivare lì, in silenzio, e sentire una presenza viva, una pace profonda e un’accoglienza materna mi ha toccato il cuore. Proseguendo il suo racconto mette in luce un aspetto che è sicuramente il pilastro portante della spiritualità di Lourdes: L'incontro con tante persone malate e vedere tanti volontari, anche giovanissimi, sempre pronti a dare una mano mi ha fatto riflettere su quanto sia importante essere presenti per gli altri.
È bello sapere che trascorrere un po’ di tempo a Lourdes aiuta a metterci in discussione, a rivalutare e ri-centrare la nostra vita dandoci uno sguardo capace di andare oltre noi stessi. Per Laura era la seconda volta a Lourdes insieme ai suoi due gemellini, Fabio e Gabriele. Lo scorso anno il primo pellegrinaggio, per mettere nelle mani di Maria alcune fatiche e preoccupazioni legate alla salute dei bimbi, quest'anno, come dice lei, per ringraziare la Bella Signora che mi ha dato forza e coraggio in un momento molto difficile.

Un momento del pellegrinaggio a Lourdes
Perché Lourdes è questo: un luogo che ricarica le energie. Proseguendo nella sua condivisione emerge tutta la bellezza dell'esperienza vissuta in una breve affermazione che dice quanto la grotta di Massabielle può essere casa: lì riesco ad avere momenti tutti miei per parlare con la Bella Signora. Ma Laura condivide di più: Il primo giorno, appena abbiamo appoggiato le valige in stanza, siamo scesi subito alla grotta. Mentre ero lì è arrivata una telefonata. Nonostante una situazione clinica già complessa per uno dei miei due bambini, lo scorso anno si era presentato per lui un ulteriore male. Dall'altra parte del telefono era il nostro medico. Mi riferisce che guardando gli esiti degli esami fatti qualche settimana prima di questa nostra seconda partenza, quel male si era ridotto e senza l’intervento di nessuna terapia farmacologica. Una bellissima notizia: mi piace pensare che sia stata proprio la Madonna ad aiutarci.

Un momento del pellegrinaggio a Lourdes
Anche Roberta, che ha partecipato con i suoi due bambini, Francesco e Alessandro, ha vissuto con intensità e coinvolgimento le giornate di Lourdes. Dal periodo del Covid in poi, nel Santuario hanno chiuso le piscine nelle quali si svolgeva il consueto bagno per immersione: dallo scorso anno hanno riaperto le vasche ma solo per poche persone al giorno e solo per alcuni casi particolari. Grazie all'aiuto di una dama OFTAL, che è riuscita a programmare il bagno per immersione, il piccolo Alessandro ha potuto vivere questo istante di rinascita sotto lo sguardo attento della mamma che ha poi così raccontato quel momento: mi son sentita toccata intimamente nel profondo del cuore. Un aspetto che Roberta ha sottolineato nella sua condivisone è la bellezza del pregare tutti insieme come una famiglia. E ha aggiunto: nonostante la presenza di milioni di persone, giunte da ogni parte del mondo, c'è un silenzio e una calma sorprendente. Senti e sai di non essere sola, eppure in alcuni momenti percepisci un rapporto unico e privilegiato con la presenza di Maria.

Un momento del pellegrinaggio a Lourdes
Sicuramente sono ancora tante le cose che si potrebbero raccontare del nostro pellegrinaggio a Lourdes ma mi piace sottolineare che Lourdes è un luogo che entra nel cuore di chi lo vive e non rimane un’esperienza fine a sé stessa. Si è chiamati a essere Lourdes nella vita di tutti i giorni. Si tratta di un viaggio faticoso, questo non si può negare ma, allo stesso tempo come affermano in tanti, è una fatica che rigenera e ricarica. Per noi, come famiglia OFTAL, è stupendo a fine pellegrinaggio sentirci dire da chi abbiamo accompagnato: ritornerò! Ci riempie il cuore e ci ripaga delle nostre fatiche sapere che abbiamo contribuito a far vivere un’intensa esperienza di fede che, tornando a casa, abbia offerto semi di speranza.
Don Matteo Ortu, assistente Oftal Oristano
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