Mercoledì, 16 Gennaio 2019

 

Quante volte ci sarà capitato di giocare o di assistere a una partita a carte, con gli animi, a volte, piuttosto accesi. Non a caso sull'asso di bastoni delle carte triestine sta scritto: molto spesso le giuocate van a finire a bastonate...

di Alberto Medda Costella

Il mondo del cinema scene di questo genere può vantarne a bizzeffe: dalla epica rissa ne Il Marchese del Grillo in cui il "fedele" servitore di papa Pio VII viene arrestato e poi rilasciato (perché io so io e voi non siete un...), al colossal Titanic, dove Jack Dawson vince il biglietto per l'America in una mano di poker conclusa a manrovesci tra i perdenti. O ancora le celebri giocate di Trinità e le imprecazioni di don Camillo udite a chilometri di distanza dal prelato che lo deve riportare in Vaticano.

Era il passatempo più gettonato, a casa o nelle osterie. Serate interminabili passate sui tavoli e attese estenuanti prima che l'avversario facesse la sua mossa. La leggenda vuole che il famosissimo sandwich abbia preso il nome da un conte inglese che, per evitare di alzarsi e interrompere la partita, si faceva servire un panino direttamente sul tavolo da gioco.

carte da gioco caravaggio web

Ma qual è oggi la situazione?

In linea generale c'è stato un netto calo del gioco. Nel 2013 la Modiano di Trieste, una delle due principali fabbriche italiane (l'altra è la Dal Negro di Treviso) ha dovuto mettere in cassa integrazione settanta lavoratori, quasi la totalità. Motivo? Le carte non hanno più il successo di una volta e non si vendono più come un tempo. Le spiegazioni sono diverse. Da un lato i video-poker e i giochi on-line che allontanano le persone dai circoli/bar e dall'altro divertimenti più tecnologici. A tutto questo aggiungiamo che la globalizzazione ha portato a usare maggiormente le carte internazionali a seme francese a scapito di quelle locali/regionali sempre meno vendute.Tra queste abbiamo citato le triestine.

Ma quante tipologie di carte esistono?

In commercio se ne trovano di varie: a semi francesi, spagnoli, italiani o tedeschi. Tutti e quattro si suddividono in sottocategorie. Ognuna di queste si distingue sia per grafiche che per personaggi e fa riferimento a un territorio specifico. Le spagnole sono prevalentemente utilizzate nel centro e sud Italia e nelle isole, quelle francesi in Toscana e nel Nordovest, mentre quelle tedesche in Sud Tirolo e le italiane nel Nordest. Tra queste ultime le più note le triestine e le trevisane, le uniche a portare i motti negli assi. Nell'area spagnola celebri quelle napoletane e piacentine. Le sarde sono invece una diretta emanazione di quelle iberiche.

Ma oggi quali carte vengono utilizzate in Sardegna?

Abbiamo contattato sia la Modiano che la Dal Negro. La prima ha risposto che le carte regionali più vendute in Sardegna sono le napoletane, seguite dalle piacentine. Mentre per la seconda le sarde e le genovesi, queste ultime molto simili alle nuoresi fuori produzione dagli anni '60.

carte da gioco costella1

E nei circoli o bar dell'Oristanese  come e quanto si gioca? Con quali carte?

Anche qui abbiamo raccolto le esperienze di alcuni gestori. Alla Società Operaia di Mutuo Soccorso del capoluogo si gioca a pinella e scopa. Le carte utilizzate sono rispettivamente quelle a semi francesi internazionali e le genovesi. Nel circolo ACLI di Simaxis si gioca forte, soprattutto i giovani con la pinella. Diversa la situazione a Nuraxinieddu. Un tempo si organizzavano tornei di pinella. Oggi non si gioca più, dice Angelo Carta. Ad Arborea il tabaccaio Paolo Ortu spiega che oltre alle napoletane si vendono soprattutto le trevisane: sono uno dei pochi in Sardegna a venderle e per farlo mi rivolgo a un grossista di Olbia, dice a conferma di una continuità culturale con le terre d'origine degli abitanti della Bonifica.

La globalizzazione, la velocità delle informazioni e la tecnologia stanno cambiando le abitudini dei nostri centri e paesi. I giovani, salvo qualche eccezione, preferiscono altri svaghi al gioco delle carte. Quest'estate, però, nelle nostre spiagge si sono visti parecchi ambulanti che le vendevano e tanti bagnanti che tra un tuffo e l'altro non disdegnavano una partita. Dove è assente il wi-fi torna di moda la scopa, la briscola e la voglia di stare insieme.

Photo credits: Alberto Medda Costella

 

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