Martedì, 25 Giugno 2019

Progetto1

 

La commedia di Antonio Garau S’urtima xena, ambientata negli anni cinquanta del secolo scorso nell’immaginario paese di Fenugheda, è ricca di particolari sull’usanza di lasciare la cena pronta per le anime del Purgatorio la notte del 1 novembre...

di Giulio Gaviano

L’ultima cena è quella che Maria Zruabara, vedova di Balloi Pramas, prepara per l’anima del marito defunto, unico caduto in guerra del paese di Fenugheda. I figli di Maria Zruabara, emigrati a Oristano, a Cagliari e in Continente, tornano in paese perché il giorno dopo verrà celebrata la messa in suffragio del povero Balloi.

La commedia è giocata anche sulle differenze culturali fra i due personaggi più anziani, Maria Zruabara e zia Pissenticca, rispettose delle usanze antiche, e i figli di Maria Zruabara, scettici o timorosi.

Il figlio Sisinni, quando vede Maria che mette la pentola sul fuoco, le si rivolge così, pur dandole del lei:

Ma mammai!... Possibili chi fostei fezzad’ancora custas cosas?!... Custu e’ a fai arri’ sa genti!!... Cena po i’ mottus!!... Arrob’e maccus!!!

Per Maria Zruabara, invece, l’usanza corrisponde a sa dottrina. E zia Pissenticca le dà man forte:

Non fueddisti aìci! Osatrus seis intregaus a is tiaus! De sa religioni si ndi seis scarescius! Castia, Sisinni… Deu seu pru’ manna de mamma tua, e is cosas chi sciu deu… mancu don Serafinu ddas scidi! Depi’ cumprendi ca nottesta, a is animas chi hanti giai scontau is penas de su Prugadoriu, Deus ddis premittidi de torrai a intrai in su cropus e de andai a si pappai sa xena chi ddis hanti preparau… S’urtima xena chi fainti in custa terra prima de nci arziai a su xelu! Comenti e’ suzzediu a pobiddu miu, su spacciau de Arramundu…

antonio garauweb

Paradossalmente, durante la notte, il povero Balloi tornerà, in pruppa e ossus, a mangiare la cena. Era scappato durante i bombardamenti su Cagliari e aveva vagato per dodici anni vivendo di espedienti. Nel frattempo gli avevano intitolato la via di casa sua e alla moglie avevano assegnato la pensione. Ora è stanco e malato e ha bisogno di cibo e di riposo, ma Maria Zruabara, ex vedova inconsolabile, non lo vuole più vedere e lo caccia:

Mai in sa vida ti tòrristi a bi’!!

Per Maria è stato solo un brutto sogno. Ironia della sorte, mentre sta scappando, Balloi viene investito nei pressi del Rimedio dal figlio vigile urbano. La colpa è dello sconosciuto vecchietto, sbucato all’improvviso, e la vicenda si chiude qui. Forse morirà, non importa niente a nessuno. È ora di avviarsi alla cerimonia, tristi e compiti, a ostentare il lutto. Maria ha un ultimo dubbio sul fatto che Balloi sia già arrivato in Cielo e vorrebbe parlarne con don Serafino, ma zia Pissenticca la ferma: Non dirgli nulla! Ma sai che sei balorda! Lui ti risponde che non è vero! I preti hanno tutto l’interesse a far restare le anime in Purgatorio! Non dicono mai quando ne escono. Pensa a quanto avrebbero da perderci! Ce ne sono che dicono che le anime ci rimangono fino al giorno del Giudizio! Ne avrebbero di tempo per abbrustolirsi!

Ma insaras custa missa a chi attàccada? - domanda Maria Zruabara

E a chi ‘ois chi attàcchidi?... si fai’ po sa genti! Su mundu puru ‘oidi sa parti sua! Deghinou hianta a nai ca osattrus si ndi seis scarescius! Tanti, una cosa ti nau: cussa e’ a us’ e sa pruga, chi beni non faidi…

arrioresus urtima xena

 

Photo credits: foto 1  Angelo Sannia UTE' Capoterra:S'Urtima Xena, commedia in lingua sarda campidanese. Saggio di fine corso anno accademico 2010-2011. Foto 2 dal sito amicomario.blogspot.com. Foto 3 dal sito isarrioresus.com

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