di Mario Virdis
Tutti artisti di fama e, soprattutto, di grande disponibilità sociale: come in altre occasioni hanno partecipato gratuitamente, senza nulla pretendere per la loro prestazione.

Il concerto è stato aperto da Gianbattista Longu al violino e Gianni Puddu al pianoforte

Introdotti da Marongiu, hanno deliziato e incantato il pubblico con alcuni pezzi splendidi

È entrato poi in campo il coro delle voci bianche Don Bosco

Il Coro Voci Bianche Don Bosco di Arborea nasce nel 2009 per volere della scuola civica di musica del comune di Arborea e del parroco don Silvio Foddis

Sotto l’abile direzione del M° Zinzula ha eseguito il pezzo l’Angelo Gabriele, ricevendo dal pubblico un lungo applauso

A esibirsi è stata poi Laura Spano

Giuliano Marongiu presentandola ha anticipato che avrebbe cantato un famoso “Padre Nostro” in sardo, quello che in passato fu il cavallo di battaglia di Anna Maria Puggioni

La voce di Laura ha incantato il pubblico; un Padre Nostro che emoziona, un’accorata preghiera a Dio Padre, che in sardo raggiunge livelli di intensità forte e coinvolgente

Laura ha poi cantato, accompagnata da Giuliano Marongiu, una canzone di Giuni Russo, ispirata alla cantante (già malata), da Santa Teresa d’Avila

Un pezzo che tocca il cuore, un mix di musica e parole che dicono che “la sofferenza, l’amore, non si curano, se non in presenza della Sua figura (Dio Padre)”

Dopo i lunghi applausi a Laura, le note delle launeddas di Roberto Tangianu si sono diffuse nell’aria, creando un’atmosfera calda e coinvolgente, intrisa di vera sardità

La nostra musica, espressa con gli strumenti millenari, è sempre di straordinaria efficacia

È stata poi la volta del coro Ghentiana di Ruinas

I sedici elementi sono diretti dal M° Gianni Puddu

Hanno cantato due brani religiosi significativi

Giuliano Marongiu ha poi chiamato al podio l’Arcivescovo mons. Sanna

Riferendosi al Festival della Comunicazione, ha detto che comunicare con la musica è “aprire, spalancare, le porte del cuore”

La musica stimola e mette in moto i sentimenti, aprendoci alla riflessione, creando un pathos di grande intensità

La poesia unisce nella gioia, crea fratellanza anche nei momenti di dolore, di sofferenza

Ormai al termine, il concerto ha visto ancora esibirsi Gianni Puddu al pianoforte e Gian Battista Longu al violino

In uno splendido duetto Laura Spano e Giuliano Marongiu, con il loro accompagnamento, hanno infine cantato un commovente pezzo dal titolo Anima Missionaria, riferito all’impegno missionario nel mondo

Per salutare il pubblico tutti gli artisti sono poi tornati sul podio, per cantare insieme l’Ave Maria in sardo

Le foto sono di Santino Virdis