Martedì, 27 Settembre 2022

Oltre il rito romano, sono sopravvissuti, anche dopo la Riforma del Vaticano II, altri riti liturgici latini per la celebrazione della Messa...

di Tonino Zedda

I riti specifici per celebrare altri sacramenti sono stati invece praticamente abbandonati. Tra i riti ancora in vigore ci sono quelli di chiese particolari, come quello in uso nella diocesi di Braga (Portogallo) e i riti di alcuni ordini religiosi, che possono essere usati in forma limitata con il permesso dei superiori ecclesiastici grazie al Motu proprio Summorum Pontificum. Grazie a questo testo, gli ordini religiosi con rito proprio hanno recuperato la loro liturgia. Questi riti sono simili al Rito Romano nella sua Forma Straordinaria, ma con alcune particolarità. È il caso del rito premostratense, di quello domenicano, carmelitano, certosino e cistercense. Rito premostratense: i Premostratensi sono un ordine religioso di vita monacale fondato da San Norberto nel 1120. Il suo nome deriva dal luogo in cui ha avuto origine, l'abbazia di Prémontré (Francia). La sua vita si basa sulla regola dei Canonici di Sant'Agostino. Rito domenicano: Rito dell'Ordine dei Predicatori, fondato da San Domenico di Guzmán nel 1215. Rito carmelitano: per l'Ordine del Carmelo, il cui primo maestro generale è stato San Bertoldo (XII secolo). Rito certosino: per l'Ordine dei Certosini, fondato da San Bruno nel 1084. Oggi in uso in una versione rivista nel 1981. Rito cistercense: quello dei Cistercensi è un ordine monastico riformato la cui origine risale alla fondazione dell'abbazia di Cîteaux da parte di Roberto di Molesme (1098). Rito bracarense o bragano: usato nell’arcidiocesi di Braga, sede del primate del Portogallo; risale al XII secolo o a prima. Si continua a usare in forma opzionale nell'arcidiocesi di Braga. Infine storicamente esistevano altri due riti oggi in completo disuso ma un tempo fiorenti: il Rito celtico, sorto nelle zone di origine celtica dell'Occidente europeo, influenzato dal Rito gallicano sorto in Inghilterra ma scomparso già nel VII secolo sotto l'influsso dei benedettini. Nella Bretagna francese si è mantenuto fino al IX secolo, in Irlanda fino al XII, di questo rito ci è pervenuto il libro liturgico più antico della Chiesa latina (V secolo). Ha subito un notevole influsso orientale. Ha vissuto una sorta di rinascita nel XVII e nel XVIII secolo in varie liturgie regionali, come quella di Lione. Questi riti e alcuni altri di minore importanza sono stati assorbiti dalla liturgia romana. Il rito ispanico o mozarabico: è tutt’oggi usato in alcune chiese della Penisola iberica (Spagna e Portogallo), noto almeno dal VI secolo, ma probabilmente affonda le radici nell'evangelizzazione originaria. Il suo uso è rimasto tra i mozarabici, ovvero i cristiani sottomessi agli arabi in Spagna. La liturgia mozarabica ebbe il suo momento di splendore nell'epoca visigotica (VII secolo). Ha iniziato a essere fortemente repressa da quella romana verso l'XI secolo e oggi sussiste solo nella cattedrale di Toledo (Spagna). La sua celebrazione attualmente è in genere semiprivata. Un’ultima parola su un rito latino ancora oggi assai diffuso: il rito ambrosiano quello celebrato nell'arcidiocesi di Milano. Di origine antica e probabilmente strutturato dal vescovo Sant'Ambrogio (IV secolo), si è romanizzato a poco a poco. È celebrato nelle comunità parrocchiali della diocesi di Milano e in alcune zone vicine. È simile al rito romano, con alcune varianti nei testi eucologici e una leggera differenza nell’organizzazione del Lezionario. Alcuni prefazi sono molto antichi e assai ricchi di teologia.

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon