Lunedì, 21 Gennaio 2019

 

ABC… della Liturgia - Spunti di riflessione e qualche consiglio per le nostre assemblee: B come Battesimo: configurati a Cristo sacerdote, re e profeta...

di Tonino Zedda

Dal Rito del Battesimo dei bambini (n. 79)

Il Signore onnipotente, che dona la vita nel tempo e nell'eternità, vi benedica papà e mamme; e a voi che gli siete riconoscenti per il dono dei figli, conceda di poterlo ringraziare con essi per tutta la vita.

Dopo il lavacro battesimale la comunità presente, attraverso un’acclamazione o un canto, esprime la gioia per la grandezza del mistero che si è ancora una volta compiuto. Al fondamentale gesto compiuto con l’acqua la tradizione liturgica ha aggiunto alcuni riti esplicativi per manifestare ancor più visibilmente gli effetti del Battesimo. Viene anzitutto fatta l’unzione con il Santo Crisma sul capo del battezzato: il Sacro Crisma è l’olio, misto a profumo, che viene consacrato dal vescovo diocesano, durante la Messa Crismale. Il Crisma è usato anche per la dedicazione dell’Altare e della chiesa, per il sacramento della Cresima, per l’ordinazione presbiterale e per quella del vescovo. Quest’unzione, come appare dalla preghiera che l’accompagna, esprime l’intima unione del neofita (il battezzato) con Cristo, l’Unto per eccellenza. Il battezzato partecipa così alla missione di Gesù e della Chiesa. Ogni battezzato è chiamato a rivelare il volto e l’amore di Dio. L’unzione con il Crisma è quell’inserimento misterioso in Cristo che avrà una sua tappa decisiva nella Cresima, in vista di una reale comunione nel banchetto eucaristico. I battezzati sono come inseriti in una nuova dimensione di vita, quella del Signore, e sono chiamati a partecipare alla sua missione sacerdotale, regale e profetica. Segue la consegna della veste bianca: questo rito indica la nuova condizione del neofita quale invitato al banchetto nuziale del Regno, al quale si può accedere solo se in possesso della veste resa candida dal sangue dell’Agnello. Fin dai primi secoli la tunica bianca, indossata dal neo-battezzato appena uscito dall’acqua, assunse un grande significato alla luce del testo di Apocalisse che descrive i beati in cielo avvolti in bianche vesti. Le parole che accompagnano il gesto alludono alle parole di Gesù che descrive il regno di Dio come un banchetto di nozze per il quale è necessario possedere l’abito nuziale, cioè l’essere rivestiti di Cristo. Segue il momento dell’illuminazione: durante tutto il rito a fianco del Fonte battesimale arde il Cero pasquale, memoriale del Cristo risorto, a questo cero il padrino accende un cero più piccolo e, su invito di colui che presiede, lo consegna ai genitori: una sorta di sentiero luminoso, un passaggio di luce e di fede dalla comunità ecclesiale a quella domestica. La luce della fede dovrà accompagnare i passi della vita del battezzo nel suo percorso comunitario e personale fino all’incontro ultimo con lo sposo. Segue il gesto dell’Effetà: colui che presiede tocca le orecchie e le labbra del neofita, come Gesù fece con il sordomuto. Le parole che accompagnano questo gesto sono molto significative: Il Signore che fece udire i sordi e parlare i muti, ti conceda di ascoltare presto la sua Parola e di professare la tua fede a lode e gloria di Dio Padre. I riti di conclusione sono aperti da una vera processione verso l’Altare: questo movimento (che purtroppo in modo negligente e perciò molto grave, in tanti trascurano) ha un grande valore simbolico: il cammino dell’Iniziazione Cristiana, che inizia col Battesimo, ha una meta che non è la Cresima ma l’Altare cioè il Banchetto Eucaristico, vero termine della vita cristiana, tutto ciò mette in risalto l’intima comunione tra Battesimo, Cresima ed Eucarestia, un crescendo organico che conduce il battezzato alla piena conformazione a Cristo, vissuta quotidianamente in comunione con la sua offerta sacramentale. La celebrazione del Battesimo prevede, al termine, la consegna del Padre nostro, poiché solo con il Battesimo noi possiamo chiamare Dio con l’appellativo di Padre. La conclusione è una vera Benedizione rivolta in primo luogo alla madre, questa benedizione sostituisce l’orazione che veniva fatta prima della Riforma, 40 giorni dopo il parto, la cosiddetta purificazione; segue la benedizione sul padre, sui padrini e alla fine su tutti i presenti. La liturgia battesimale riesce così, con un linguaggio semplice ma anche solenne ed evocativo a creare, intorno al neo battezzato, il giusto ambiente per una vera sequela cristiana.

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