Martedì, 23 Luglio 2019

Progetto1

 

Durante la celebrazione eucaristica il presbitero che presiede la celebrazione, specie quella eucaristica, svolge la sua funzione in luoghi diversi: alla sede, all’ambone, all’altare. Inoltre, per assolvere i suoi com­piti, ha bisogno di diversi libri liturgici: il Messale (riconoscibile dalla copertina di colore rosso), il Lezionario (con la copertina di diversi colori, es. verde per le Messe feriali e festive, azzurra per le Messe mariane, bianca per il Matrimonio), a volte anche il libro conte­nente le preghiere dei fedeli (l’orazionale) e il libro dei canto

di Tonino Zedda

Il passaggio dalla sede all’ambone e all’altare, nonché la mol­teplicità dei libri consigliano di impiegare i ministranti anche per il servizio del libro liturgico. All’inizio della celebrazione un ministrante porta il messale alla sede del presidente e lo sostiene, quan­do il presbitero presiede i riti di introduzione e prega la colletta. Poi, quando cominciano i riti offertoriali, lo porta sull’altare, e per l’orazione dopo la comunione lo riporta alla sede. Affinché il presidente possa cominciare e chiu­dere la preghiera dei fedeli, un ministrante porta il li­bro relativo alla sede o all’ambone. Se il presbitero co­mincia e conclude tale preghiera alla sede, il ministran­te gli sostiene il libro a una distanza utile per leggere. Compito del diacono sarebbe quello di portare l’Evangeliario nella processione di ingresso e di deporlo sull’altare; ma in sua assenza un lettore o un ministrante può compiere questo ufficio (OGMR n. 82).Questo gesto mette in luce il valore altissimo dei libri liturgici e del servizio al libro svolto dai mini­stranti. Essi collaborano a loro modo, quando Cristo si rivela ai suoi fedeli nella predicazione e quando il sa­cerdote si rivolge pregando al Padre. Ministranti come aiutanti nella presentazione dei doni. Da non dimenticare è la funzione dei ministranti nel rito della presentazione dei doni per l’Eucaristia. Il Messale Romano ricorda le seguenti azioni: dopo la preghiera dei fedeli, essi portano all’al­tare il corporale, il purificatoio, il calice e il messale (OGMR n. 100). Non menzionati in questo contesto sono i doni del pane e del vino. Portarli è in primo luogo com­pito dei stessi fedeli: Sarà bene – afferma il n. 101 - che la partecipazione dei fede­li si manifesti con l’offerta del pane, del vino e dell’acqua per la celebrazione dell’Eucaristia, sia di altri doni. Da que­sta raccomandazione si deduce anche la collocazione ini­ziale dei doni; possibilmente essi non stanno sulla credenza, ma su un tavolino posto nella navata della chiesa. I ministranti debbono comunque svolgere un loro compito in questa parte della celebra­zione. Il sacerdote riceve il pane e il vino con la loro collaborazione (n. 101). Un altro servizio, pre­stato dai ministrati durante il rito di presentazione dei doni, è la preparazione dell’acqua e del purificatoio per l’abluzione delle mani del sacerdote. Dopo la comunio­ne, i ministranti riportano di nuovo via ciò che non viene più usato; riportano cioè alla credenza i vasi che dovranno essere pu­rificati sempre nella credenza e mai sull’Altare come invece, purtroppo, succede in tante parrocchie (OGMR n. 120). L’ordine da seguire per la preparazione dell’Altare dovrebbe essere questo: prima si portano il corporale, il calice, il purificatoio e la palla. Quindi la patena col pane e le ampolline; quindi i ministranti porgono l’ampollina del vino, poi ampollina dell’acqua; infine l’acqua e il manutergio per il lavabo.

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