Giovedì, 18 Luglio 2019

Progetto1

La Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede” (DV 8). La liturgia è la prima e per di più necessaria sorgente dalla quale i fedeli possano attingere uno spirito veramente cristiano” (SC 14).  Con la celebrazione del sacramento del Matrimonio gli sposi cristiani partecipano all’alleanza sponsale di Cristo con la Chiesa...

di Tonino Zedda

Sulle nostre celebrazioni in generale, e sulle nozze in particolare, è ancora Papa Francesco a rivolgerci una domanda bruciante: Sono le nostre celebrazioni nuziali in chiesa un corretto annuncio del matrimonio cristiano, della vocazione e missione della famiglia? Lascio a ciascuno la risposta secondo le diverse esperienze: non mancano certamente anche di giudizi positivi. Ho paura, tuttavia, che tante celebrazioni nuziali, (come dicevo nello scorso intervento in merito alle celebrazioni private delle nozze, con l’assenza, in moltissime parrocchie, della comunità), come del resto tanti Battesimi, Cresime e Prime comunioni, stanno alla radice di una prassi scorretta, rischiando purtroppo di essere una controtestimonianza.... Senza per questo pretendere la perfezione che non è di questo mondo. Anzi, con la consapevolezza che il rito stesso esprime l’inadeguatezza del segni liturgici e la fragilità umana. Ma è necessario ricordare un aspetto fondamentale: I segni sacramentali, quindi anche il matrimonio, non esprimono una realtà compiuta e ferma, ma un cammino spirituale. I sacramenti celebrano una realtà presente, pienamente realizzata in Cristo, ma in noi ancora imperfetta, in costruzione, in divenire, in tensione. Le primizie dello Spirito, direbbe san Paolo, ci sono donate nei sacramenti ma non ci possono e non ci devono esentare dalla fatica del vivere quotidiano. A questa dinamica non sfugge  neppure il rito sacramentale del matrimonio che esprime e alimenta un ideale coniugale alto che deve essere portato a compimento attraverso una misteriosa collaborazione fra la nostra libera volontà e la misericordiosa pazienza di Dio, che non cessa mai di sollecitare la nostra libera risposta attraverso l’azione dello Spirito santo. Un’azione che ci dona luce e forza, ma che non ci esenta dall’umana fragilità e quindi neppure dai fallimenti. Per molti versi possiamo dire il sacramento del Matrimonio è peculiare…quasi anomalo, almeno per due motivi. Primo: Mentre gli altri sei sacramenti esprimono un intervento del tutto originale nella vita dell’uomo, il sacramento del matrimonio si inserisce in una prassi già presente e comune nella storia dell’umanità. In altre parole, il matrimonio, sebbene in forme diverse, è un’istituzione che risale al progetto primordiale di Dio e che precede l’azione della Chiesa. La realtà nuziale precede il sacramento della fede e pertanto merita sempre e comunque un grande rispetto. Ogni autentica  unione coniugale, fondata cioè sull’amore, anche se non sacramentale, porta sempre con sé questa primordiale benedizione di Dio. Tutte le unioni coniugali fra un uomo e una donna realizzano una vera e stabile comunione d’amore sebbene non perfetta. Un’acquisizione forte che bisogna tenere ben presente per un rapporto corretto, rispettoso ed evangelizzante con le persone. La seconda peculiarità è decisamente interessante: mentre i 6 sacramenti hanno bisogno di un ministro ordinato (eccetto il caso del battesimo in pericolo di vita, che può essere amministrato da chiunque), il Matrimonio ha nei coniugi i veri ministri del sacramento. La benedizione e il consenso espresso davanti al ministro sacro sono elementi indispensabili per la valida celebrazione del matrimonio, ma sono gli Sposi che lo celebrano e ne divengono perciò i veri e autentici ministri.

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