Venerdì, 24 Maggio 2019

Progetto1

Sabato, alla notizia del decesso di Angela Nonnis, sono rimasto molto colpito. Ho avuto modo di conoscerla personalmente per motivi professionali e di incontrarla alcune volte nel suo studio negli ultimi anni...

di Michele Antonio Corona

Un sorriso gentile, una stretta di mano vigorosa, un'affabilità squisita. Fin dalla prima volta in cui mi ha incontrato, ha mostrato un'attenzione assolutamente singolare. Ricordo bene il nostro ultimo incontro, un anno fa nell'Auditorium San Domenico in via Lamarmora al dibattito teologico tra mons. Sanna e Vito Mancuso. Chiese la parola nello spazio dedicato agli interventi liberi e disse all'incirca così: Carissimo prof. Mancuso, la ringrazio di cuore per i suoi libri. Mi hanno tenuto compagnia durante i mesi della malattia che mi ha colpito con terribile ferocia. In quei mesi, mentre chiedevo conto a Dio del male che mi aveva visitato, le sue riflessioni mi hanno aiutato a pensare, a capire, a trovare un senso. Ricordo che rimasi molto scosso da quelle parole così sincere e così sentite. Oggi capisco molto più in profondità cosa si prova durante la risalita e cosa durante la seconda inarrestabile discesa. Una donna, un medico, una politica che ha occupato lo scranno più alto del Palazzo degli Scolopi, avendo alla sua destra l'attuale sindaco. La sua esperienza l’aveva portata anche in Regione quale Assessore ai Lavori Pubblici nella Giunta Cappellacci. La città si è stretta intorno alla famiglia con profonda amicizia in ricordo di una donna che “anche nei momenti difficili vissuti durante la fine del mandato comunale – come ha affermato in’intervista Andrea Lutzu – non ha mai smesso di essere forte e determinata”. Una malattia che toglie il fiato e fa tremare chi la scopre e, ancor più, chi la riscopre dopo la prima apparente guarigione.

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