Lunedì, 13 Aprile 2026

 

Da secoli, in molte culture, la Passione di Cristo è riccamente rappresentata attraverso simbolismi vegetali, non sono solo usati per le ambientazioni, ma veri e propri segni.

di Bruna Pisci

Diverse sono le piante associate alla Passione di Cristo, per leggende popolari o ancora per la somiglianza morfologica con gli strumenti della Crocifissione. Per esempio, sebbene non sia l’unica pianta associata alla Settimana Santa, la Passiflora è spesso considerata il simbolo botanico della Passione per la forma dei suoi fiori che richiamano gli strumenti della Crocifissione.

La scoprirono i missionari spagnoli, alcune fonti indicano in Perù e Messico nel 1610, grazie al padre agostiniano Emmanuel de Villegas. Il missionario rimase folgorato dallo splendore dei suoi fiori; non solo per la grazia, ma perché vi lesse un'analogia con la Passione di Cristo, cogliendone nella struttura una rappresentazione dei vari strumenti della tortura e della morte di Gesù (i cosiddetti Arma Christi) dal momento che i filamenti della raggiera rappresentavano la corona di spine. I tre stili ricordano i chiodi usati per la crocifissione; i cinque stami rappresentavano le cinque ferite, i viticci venivano associati ai flagelli.

La struttura centrale del fiore la colonna della flagellazione. Furono dunque i missionari a rendere famosa la pianta e a diffonderne la conoscenza e il significato mistico. Usarono il fiore per spiegare concretamente agli indigeni il concetto di Passione: la pianta diventò una sorta di catechismo visivo. Ispirato dalla descrizione simbolica del fiore, nel 1696 il botanico inglese L. Pluket battezzò la pianta col nome con cui oggi è conosciuta: Passiflora, dal latino Passio-Flos, ovvero Fiore della Passione.

Nome a cui si aggiunse l'aggettivo Incarnata, a indicare la corona centrale purpurea e il violetto-rosaceo della parte circostante. Coi suoi cinque petali, anche l'umile Rosa Canina, ben si prestava a diventare simbolo della Passione: cinque sono i suoi petali come le piaghe di Gesù.

Nel testo medievale Vitis Mystica, dedicato al simbolismo eucaristico, si legge che i suoi petali nacquero dal sangue di Cristo. Grazie alla sua fioritura, è simbolo di rinascita, legandosi al mistero della Pasqua. Oltre alla Rosa anche l'Euphorbia milii (Spina Christi) o Spina di Cristo partecipa a questo simbolismo.

Caratterizzata da fusti densi di lunghe spine acuminate, i rami di questa pianta sono stati usati per intrecciare la corona di spine di Gesù, potente promemoria della sofferenza patita da Gesù, della sua umiltà e della sua vittoria sul male. Sebbene la tradizione spesso raffigura la corona come un semplice cerchio, studi sulla Sindone suggeriscono che essa fosse più simile a una cuffia o a un casco, fatta di rami come la Ziziphus Spina-Christi o il Gundelia, una pianta spinosa comune in Medio Oriente, che copriva l'intero capo causando gravi ferite, come confermato dalle macchie di sangue.

Secondo una tradizione popolare, il legno del Sanguinello, un tempo alto e robusto, fu utilizzato per costruire la croce di Gesù. A causa del suo ruolo nella crocifissione, la leggenda narra che l'albero fu maledetto o trasformato da Dio in un piccolo arbusto, sinuoso e contorto, simbolo dell'agonia e della sofferenza di Cristo.

Il colore rosso intenso dei suoi rami è interpretato come il sangue di Cristo che macchiò la pianta durante la Passione. Si pensa che da questa pianta furono tagliate le verghe per fustigare Gesù. Il Cercis Siliquastrum, è tra i primi alberi a fiorire all'arrivo della primavera, diventando un vero e proprio annuncio visivo del risveglio della natura.

Questa fioritura precoce ha un forte valore simbolico: rappresenta la rinascita dopo il silenzio e la morte dell'inverno, proprio come la Pasqua celebra la vita che vince sulla morte. Meglio conosciuto come L'albero di Giuda porta con sé un significato biblico intenso e complesso intrecciando la sua bellezza primaverile con una leggenda che affonda le sue radici nel racconto evangelico del tradimento di Giuda Iscariota.

Altre leggende cristiane collegano l'episodio del suicidio di Giuda ad altre piante, come il Sambuco o il Fico, ma il Cercis Siliquastrum, spesso associato al concetto di tradimento, ma anche di rinascita e trasformazione, è quello che ha mantenuto l'associazione popolare più forte.


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