Lunedì, 17 Giugno 2019

Progetto1

 

La lunga spiaggia sabbiosa della Marina di Arborea si trova 2,5 km a nordovest della cittadina, nella parte meridionale del golfo di Oristano...

di Giulio Gaviano

Si estende fra lo stagno di Corru S’ittiri a sud e quello di S’Ena Arrubia a nord. Ci si arriva dalla provinciale 49 prendendo una delle strade, numerate da 18 a 28, che attraversano i campi coltivati e la pineta e sfociano al mare, dando il nome alle zone del litorale.

arborea spiaggia fortinoweb crop

L’arenile è ampio, di sabbia fine e chiara, il fondale è meno profondo di quello di Torre Grande. L’acqua, generalmente pulita la mattina, si intorbidisce con il mare mosso per l’abbondante posidonia che si deposita anche sulla spiaggia. La località è frequentata dagli abitanti di Arborea e dei paesi vicini che non hanno spiagge, come Marrubiu, Terralba, Uras, San Nicolò d’Arcidano. Anche dal Medio Campidano molti preferiscono andare ad Arborea perché il mare è meno pericoloso di quello fuori dal golfo e più adatto alle famiglie con bambini. Infatti, nonostante l’esposizione a maestrale, non si verificano mareggiate.

arborea spiaggia4web

Fra la spiaggia numero 26 e la 28 c’è un lungomare con bar e chioschi e nella pineta strutture ricettive che ospitano turisti italiani e stranieri in cerca di tranquillità. La pineta è sicuramente uno dei pregi di questa località. Fu piantata nel periodo delle bonifiche, per proteggere i campi dal vento e dalla salsedine, e si estende per tutta la lunghezza del litorale, più di sei chilometri: le piante sono curate e le fasce antincendio pulite.

pineta arborea

Alla 24 c’è un resort 4 stelle che organizza escursioni a cavallo sotto gli alberi e fino al mare. Molti si fermano a mangiare all’ombra dei pini. La spiaggia più vicina al paese è la 18, collegata dalla pista ciclabile. Oltre ai percorsi in bici, è anche bello fare lunghe passeggiate a piedi. “Un’ora di cammino, un’ora d’acqua e un’ora di sole” diceva il dottor Vincenzo Giordano, dirigente dell’ospedale del paese e presidente dei medici cattolici, ricordato per le sue doti umane e professionali. Infatti, in un’ora si percorre tutta la spiaggia, per un’altra ora si può tranquillamente nuotare nell’acqua tiepida, infine in un’ora, quando il sole è troppo forte, si torna attraverso la pineta. La zona è anche oasi di protezione faunistica, tutelata dalla convenzione di Ramsar, perché è costellata di specchi d’acqua di particolare interesse naturalistico. “Percorsi d’acqua e di storia” dicono i cartelli: si vede la storia delle bonifiche, i fortini dell’ultima guerra mondiale che affondano nella sabbia, le storiche colonie estive per bambini.

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Questa marina, situata a metà strada fra la Costa Verde e il Sinis, ha un fascino peculiare, è selvaggia ma ha un suo ordine. Se fosse trasformata secondo il modello della Romagna perderebbe molto del suo carattere. D’altra parte le strutture ricettive ci sono e i posti letto sono più qui, in un paese di aziende agricole e zootecniche di neanche 4000 abitanti, che a Oristano. In mare, al largo, gli stabulari delle cozze di quella che in 50 anni è diventata la più grande azienda sarda nella mitilicoltura e nella pesca; dietro la pineta fattorie e campi di mais fino alla provinciale. Anche questa è Sardegna, nella sua diversità e nella sua bellezza.

Photo credits: Giulio Gaviano

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