Giovedì, 23 Maggio 2024

Lecci con sprazzi di sughere, roverelle e macchia mediterranea ricoprono gran parte dei circa 270 km², con un’elevazione massima di 812 m sul livello del mare...

di Laura Mastinu

È il massiccio vulcanico del Monte Arci, territorio ricco di preziosi minerali che, sin dal periodo prenuragico, ha permesso ai sardi una vita basata sulla caccia e ha dato loro la possibilità di commerciare. Di particolare interesse, l’ossidiana, minerale vetroso di origine vulcanica, fu per i nuragici una risorsa importante per costruire attrezzi e armi utilizzati anche come merce di scambio.

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Grazie a questa importante attività, seguita poi da altre come legna e carbone, troviamo sul Monte Arci una rete fittissima di strade e sentieri che lo caratterizzano e lo rendono unico nel suo genere insieme ai meravigliosi e incontaminati boschi, regno di cinghiali, donnole, martore e volpi, dove anche i cervi e i daini hanno ritrovato il loro habitat.

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I cieli sopra questo monte di pietra, per ogni stagione, riservano colori stupendi e si lasciano attraversare dalle schive ghiandaie e dagli acuti colombacci. Il canto vigoroso e squillante dei fringuelli risuona fin dalle prime luci dell’alba.

L’astore e lo sparviero, il piccolo falco grillaio e il falco pellegrino nidificano nelle asperità rocciose inaccessibili e volano tra alberi e cielo, mostrando quella sensazione di libertà di cui gode chi passeggia, corre o pedala tra boschi e sentieri.

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Questo paradiso nell’entroterra del Golfo di Oristano si estende in un parco compreso tra gli abitati di Ales, Marrubiu, Masullas, Morgongiori, Palmas Arborea, Pau, Santa Giusta, Siris, Usellus, Villaurbana e Villaverde.

Le tre vette che caratterizzano il monte richiamano l’idea di un treppiede, da qui il nome in lingua sarda di Trebina: la punta più alta è Sa Trebina Longa, a seguire Sa Trebina Lada e la più piccola, Corongiu de Sizoa.

Salire su per queste vette è una piccola impresa per gli amanti della corsa in montagna, per gli instancabili biker e per i cultori del trekking, ma in qualsiasi modo ci si inerpichi, il fascino e il richiamo della montagna è ciò che li spinge a superare le sfide, salire e scendere i sentieri per ascoltare, odorare, assaporare ogni momento.

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Da anni Monte Arci è meta ricercata per appassionati sportivi che vivono la montagna come spazio dove ritrovare la propria dimensione e svolgere attività all’aria aperta lontano dal traffico cittadino, nel silenzio della natura.

Le strade bianche, i sentieri, i viottoli e le mulattiere vengono battuti da amanti del trail e ultra trail, gare di corsa con percorsi che variano da 42 km a un massimo di oltre 100 km, con dislivelli positivi da capogiro, 3000/4000. Gli appassionati di attività estreme, all’alba o in piena notte, sono lassù ad allenarsi duramente per partecipare a competizioni sportive di alto livello sulle elevate cime delle Alpi, sulle imponenti Dolomiti o sulle dune del deserto.

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Immersi nei colori del bosco, tracciati lunghi scavati a mo’ di canyon nel terreno diventano percorsi affascinanti anche per i bikers che frequentano la montagna nei fine settimana e corrono veloci assaporando la libertà che nasce dal contatto con la natura, ma anche dall’adrenalina che il corpo sprigiona durante la faticosa prestazione.

Una meravigliosa disciplina ormai consueta a Monte Arci, che ospita diversi eventi competitivi di livello regionale, gare come Is trebinas a Morgongiori, La via dell'ossidiana a Pau, La 9 guadi a Villaurbana e il passaggio da ormai 5 anni del My land non stop, uno dei trail più belli e affascinanti della Sardegna. Percorsi stretti da fare di corsa o una bici per volta, forse alcuni noti solo ai cacciatori o ai cercatori di funghi, altri nuovi sperimentati da chi frequenta i boschi, altri ancora di origine naturale, come i profondi canaloni scavati dalle acque piovane.

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I bikers e i runners oristanesi hanno i loro sentieri prediletti di cui conoscono cunette e dossi, salti, curve, radici e tronchi che mettono alla prova la loro grinta e determinazione, specie quando si trovano davanti una serie di ostacoli da valutare e affrontare in pochi secondi, con quella lucidità che consente loro di giungere a destinazione.

Laccu sa vitella, da dove si snodano decine di single track che si intersecano tra loro fino a raggiungere il paese di Villaurbana; Mitza sa figu, da dove solitamente si sale alla vedetta di Beda manca e alla nota sorgente di Acquafrida, le due storiche dispense Ceddus e Murus, che si arrampicano verso le Trebinas attraversando boschi di leccio e corbezzolo, sono i percorsi più battuti.

Monte Arci è anche questo: si passeggia, si cercano funghi, si corre, ci si addentra con la mountain bike. Tanti modi di vivere la montagna, i suoi ambienti e la sua tranquillità, vivere un’avventura diversa, utile per conoscere i propri limiti e le proprie qualità e talvolta per affrontare qualche difficoltà e vincere le paure.

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