Domenica, 16 Dicembre 2018

 

Dal 30 luglio al 15 agosto torna la manifestazione musicale più importante dell'estate nel nostro territorio. Un numero sempre maggiore di paesi ospita gli eventi di Dromos. Abbiamo scambiato due chiacchiere con gli organizzatori per capire meglio come funziona il festival...

a cura di MAC

Per quale motivo le amministrazioni comunali cercano di affiliarsi a questo evento diffuso?

Tania Pisanu, coordinamento generale: Probabilmente il successo deriva dal fatto che una il festival si inserisce in un contesto territoriale definito e unico che cerca di promuovere, interagendo con le comunità locali e facendo rete. Ora questi principi sono riconosciuti e condivisi da tutti, ma quando abbiamo iniziato eravamo dei pionieri e abbiamo impiegato molte energie per superare i campanilismi e farlo diventare un festival territoriale diffuso. La nostra attenzione è poi rivolta in particolar modo ai paesi a rischio spopolamento e la provincia di Oristano, purtroppo, ne conta parecchi. Fa piacere vedere che, arrivati alla ventesima edizione, il festival registra un costante crescendo di pubblico e di attenzioni anche da parte della stampa nazionale e vanta collaborazioni con paesi che, nonostante i cambi di amministrazione, mantengono la loro presenza al festival. Il ritorno nel territorio è evidente, non solo in termini culturali ma anche economici.

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Dromos è sempre più il punto di riferimento estivo per musicisti, esperti, critici e appassionati. A cosa si deve questo successo?

Tania Pisanu, coordinamento generale: Un'accurata scelta artistica, un ambiente familiare e delle location suggestive, un tema di apertura e confronto che viene sviluppato su più fronti sono alcuni degli elementi che ci caratterizzano.
Il giornale della musica ha pubblicato un articolo il 9 luglio inserendoci tra i migliori 10 festival d'Europa.
C'è ancora molto da fare e tanti margini di miglioramento ma fare una progettazione seria senza avere la sicurezza dei finanziamenti è estremamente complesso.

Huun Huur Tu4 Villa Verde 3.8web

Hanno calcato il vostro palco artisti di fama internazionale. Ci può raccontare qualche episodio significativo?

Giulia Madau, accoglienza e backstage: In questi anni ci sono stati tanti episodi simpatici ed emozionanti e abbiamo avuto la possibilità di conoscere artisti e musicisti di ogni calibro. Ricordiamo con molto piacere l'incontro con Al Jarreau (sul palco del giardino del Seminario di Oristano) uno dei più grandi cantanti della storia della musica internazionale, una persona davvero splendida, di un'umiltà disarmante e di una gentilezza unica. Un altro personaggio che ci è rimasto nel cuore è Hugh Masekela: prima che iniziasse il concerto ha voluto fare una sorta di cerchio energetico con i membri del suo gruppo e con noi dello staff. Ci siamo tutti presi per mano e mentre lui recitava una formula noi siamo rimasti con gli occhi chiusi: abbiamo eseguito dei passi ben precisi a destra e sinistra, avanti e indietro, e alla fine ci siamo uniti in un grande abbraccio.

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Simpatico e ironico è stato anche Billy Cobham lo scorso anno a Neoneli. Come ogni serata, alla fine del concerto, facciamo un'intervista agli artisti. Le domande relative al tema del 2017, Prigioni, intese come prigioni mentali, quindi dei luoghi da cui evadere. Quando abbiamo chiesto a Billy: “qual è la tua prigione personale?” la sua risposta è stata: “la mia prigione è la musica ed è un luogo dal quale non voglio evadere perché mi piace stare lì, è come un santuario e io mi considero un eremita, non voglio escludere nessuno da questo posto ma dare le chiavi a chi vuole stare con me”.Noi che eravamo intorno a lui siamo rimasti a bocca aperta, un po' meravigliati, in quanto nessuno di noi aveva pensato a quella domanda da un punto di vista così positivo. Lui si è reso conto del nostro stupore e si è messo a ridere di gusto concludendo così: “Questi ragazzi hanno imparato qualcosa di nuovo oggi!”.

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Il programma anche quest'anno è molto ricco. Quali serate richiameranno maggiore pubblico?

Salvatore Corona, direttore artistico: Tutti i festival ambiscono ad avere nel proprio cartellone nomi importanti, ma il nostro budget raramente ci permette di invitare grandi star internazionali.
Nonostante tutto però, ritengo che il festival si sia distinto negli anni per la capacità di riuscire a individuare artisti poco conosciuti al grande pubblico ma di grandissimo spessore artistico.
Credo sia anche questo il motivo del successo del festival.

arocena salsa dromos 2017

Dee Dee Bridgewater in piazza Cattedrale, Vinicio Capossela nell’anfiteatro di Bauladu e Seun Kuti & Egypt 80 al Mamma Blues di Nureci sono sicuramente gli artisti che quest’anno richiameranno il maggiore pubblico.Huun Huur Tu10 Villa Verde 3.8web

 

Confidiamo anche nel concerto della diva maliana Fatoumata Diawara e della pianista cubana Marialy Pacheco e nel grande appeal dell’Anfiteatro di Tharros... riteniamo che anche i concerti di Bombino, Bokanté, Horacio “el Negro” Hernandez e Gonzalo Rubalcaba siano di grande richiamo.
A Vito Mancuso invece il compito di affrontare il tema della rivoluzione da un’altra prospettiva, “interiore”: la rivoluzione umana è la più importante tra le rivoluzioni possibili e, in quanto tale, la più necessaria per il genere umano.

 

Photo credits: Francesco De Faveri, Michele Vacca, Giulio Gaviano, Manuela Vacca

 

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