Domenica, 16 Dicembre 2018

 

Irene Loche, chitarrista e cantautrice di 25 anni, in questi giorni si trova a Londra per un tour di concerti nei club dove sta presentando il suo progetto solista Garden of Lotus, un lavoro molto intimo, in cui sonorità Folk e Soul si incontrano, dove accordature aperte e ritmi lontani diventano protagonisti...

a cura di Alessia Andreon

Dal 2015 Irene è artista Magnatone USA, per il quale si è esibita durante il Namm Show di Los Angeles, unica italiana insieme ad artisti come Jeff Beck, Billy Gibbons, Keith Richards, Jackson Browne, Neil Young e altri. 

Come è nata la tua voglia di scrivere canzoni?

È nata che ero davvero molto piccola, volevo esprimere ciò che sentivo, che vivevo o che solo immaginavo.

Da cosa nasce la passione per il blues e il soul che si mescolano nella tua musica?

Sono cresciuta in un ambiente familiare fortunatamente pieno di musica. I miei genitori per primi, facendomi ascoltare i tanti dischi che avevamo a casa, mi hanno avvicinato inconsapevolmente al Soul. Le note di Ray Charles, Wilson Pickett, Otis Redding, Percy Sledge, Aretha Franklin hanno accompagnato gran parte della mia infanzia. Ascoltavo molto e tutta la musica che potevo, ero molto curiosa. Sono in qualche modo finita su artisti blues come BB King, Muddy Waters senza sapere neanche che fosse blues, poi qualche anno dopo ho conosciuto Marco Panattoni, un artista e cantautore toscano, e con lui questa grande passione per il Blues finalmente ha preso forma e fino ad oggi non l’ho mai abbandonata.

MUSICA Irene Loche cantautrice1web

Quanto è difficile riuscire emergere come cantautrice in un panorama musicale fatto per lo più da interpreti?

In Italia, e particolarmente in Sardegna, è sicuramente più difficoltoso, soprattutto se si canta e scrive in Inglese come faccio io. Tuttavia oggi è più facile entrare a contatto con le persone, prendere un aereo e spostarsi, portare la musica oltre i confini geografici. La difficoltà maggiore nasce dal fatto che la musica oggi viene spesso decisa non da chi ascolta, ma dalle case discografiche, dalle TV e dalle radio. Temo che chiunque non conosce altro modo per ascoltare musica subisca quindi passivamente la scelta fatta a monte da altri. In questo senso, fortunatamente, esistono internet e tante nuove realtà che stanno crescendo sempre di più, che danno la possibilità di scegliere, criticare e conoscere la nuova e "vecchia" musica in modo libero.

Dopo Garden of Lotus stai già lavorando al prossimo album?

Assolutamente sì, in questo momento scrivo dall'Inghilterra ma so già che quando rientrerò a casa non potrò stare ferma per molto tempo. Sono molto determinata su questo nuovo disco, ce la metterò tutta perché sia un bel lavoro, un lavoro importante.

 

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