a cura di Alberto Medda Costella
La sua immagine campeggia all’ingresso dell’impianto adiacente alla parrocchiale e la scuola calcio è a lui intitolata. Don Monni, non solo fu il fondatore, ma anche un grande educatore, attento alla morale (celebre la minaccia della tribuna a chi fosse andato al cinema a vedere “Il tempo delle mele”), e un grande scopritore di talenti sportivi, che hanno poi calcato i più importanti terreni di gioco della Sardegna.

Umberto Angioni, attuale direttore tecnico, ricorda come don Monni fosse amante del sistema, detto anche WM, che in Italia aveva reso Grande il Torino nel secondo dopoguerra, ma che risultava il modulo di gioco mutuato direttamente dalla patria del football, l’Inghilterra, “brevettato” da Herbert Chapman, allenatore dell’Arsenal degli anni trenta. L’anno che Giuliano Zaccolo (grande allenatore arborense n.d.r.) iniziò ad allenare gli allievi, che erano già un “prodotto” di don Monni, si iniziò ad utilizzare il libero. Per lui era peggio di una bestemmia - racconta Angioni.

Ma cos’è oggi la PGS? Abbiamo fatto due chiacchiere con Antonio Montisci, nella vita di tutti i giorni veterinario, nel tempo libero presidente della società. Il nome PGS è l’acronimo di Polisportiva Giovanile Salesiana, utilizzato da tutte le squadre nate nell’orbita dell’Opera, in Sardegna come da altre parti. Il cambio di passo, dopo anni di crisi per mancanza di volontari, c’è stato con la realizzazione del nuovo manto erboso nel 2015, che ha portato anche all’affiliazione con il Cagliari Calcio. L’investimento che abbiamo fatto sui campetti sta rientrando sotto forma di partecipazione, di movimento e gioco. Quando vedi che a qualsiasi ora del giorno si svolgono partite tra ragazzi mi sembra di ritornare bambino. Ora poi che è stato terminato un altro campetto per il calcio a 5 e stiamo lavorando per ripristinare il campo da basket, con l’idea di formare nuove squadre, tutto sta assumendo un valore diverso – spiega Montisci.

Qual è la filosofia della PGS?
Fare gruppo, trasmettere il valore del solidarismo e dell’aiuto reciproco. Non ci interessa vincere lo scudetto. Se si vincono le partite rispettando questa filosofia, per noi è un grande traguardo. Di recente ho visto il genitore di un ragazzo di una squadra avversaria rimproverare il figlio per aver perso una partita, dicendogli di vergognarsi. Quello che ci interessa è che i ragazzi si divertano.
Quanti tesserati ha oggi la società?
Abbiamo tutte le categorie calcistiche in ambito giovanile, 116 ragazzi. Con la gestione della palestra comunale del centro fieristico abbiamo aperto anche alla pallavolo, con le categorie Under 13 e 14, con 23 ragazze. Abbiamo poi un gruppo di adulti che praticano il karate e un altro di donne tesserate con noi per la pratica della ginnastica dolce. Le spese da sostenere dai genitori dei ragazzi sono le più basse della provincia di Oristano. Sono 120 euro all’anno. 150 se usufruiscono del pulmino. La società fornisce anche metà del vestiario. Che ruolo svolge la parrocchia? Il vice presidente della società è il parroco don Silvio Foddis. Nonostante i suoi numerosi impegni frequenta sempre le nostre riunioni. Abbiamo così modo di confrontarci costantemente. Se siamo riusciti a rilanciare le attività della PGS è anche grazie a lui, che ci ha dato in concessione il campo per quindici anni e, tramite il contributo per gli oratori, un sostegno economico. Un requisito fondamentale per ottenere il finanziamento dalla Banca di Arborea, che ha dato una grossa mano per l’ammodernamento dell’impianto.
Tutto viene portato avanti da volontari?
Siamo una ventina, compresi gli allenatori rimborsati delle spese, ma che, gratuitamente, aiutano per tutte le altre attività organizzative della PGS, in particolar modo nel periodo estivo. Nelle categorie dei piccoli amici, primi calci e pulcini ci sono le mamme che si occupano della gestione. Inoltre, per ogni categoria, oltre all’allenatore, c’è sempre un genitore responsabile che si interessa della raccolta delle quote e risolve eventuali malumori di ragazzi e genitori. Qualcuno di questi partecipa anche all’assemblea di bilancio, nell’ottica del coinvolgimento, della valorizzazione e dell’impegno che questi profondono per rendere più bella e inclusiva la nostra realtà.
Photo credits: Alberto Medda Costella