Giovedì, 22 Agosto 2019

Progetto1

 

L'appuntamento con Prometeo Vacca, neo presidente della Tharros di Oristano, è alla sede storica sotto le tribune di via Consolini. Mi riceve dopo aver appena smontato da lavoro.

A cura di Alberto Medda Costella

L'appuntamento con Prometeo Vacca, neo presidente della Tharros di Oristano, è alla sede storica sotto le tribune di via Consolini. Mi riceve dopo aver appena smontato da lavoro. Mi fa accomodare in presidenza. Difficile non cogliere, anche per un profano, che si tratta di uno dei club più antichi della Sardegna. I muri trasudano storia da tutti i pori. Le coppe, le foto patinate in bianco e nero, i gagliardetti delle squadre incontrate in più di un secolo di vita mi portano ai racconti ricevuti sulle gesta della squadra che ha portato il nome della città di Eleonora in tutta la Sardegna e a volte anche nel continente. Il via vai è continuo. Ragazzi, genitori, dirigenti, segretarie, tutti indaffarati a far marciare a dovere una macchina appena rimessa in strada. La prima squadra è reduce da un pareggio esterno a Macomer e Prometeo sembra di buon umore. Originario di Ovodda, ci dice subito che ormai può considerarsi oristanese d'adozione e che il derby quest'anno sarà certamente col fratello Massimiliano, allenatore della squadra del suo paese natale, altro centro della nostra diocesi. Iniziamo la nostra intervista sul gradimento geografico del gruppo B di Promozione.

Soddisfatti di incontrare le squadre del nord Sardegna?

Posso dire di sì. Le società del nostro girone sono generalmente molto seguite dal loro pubblico e quando arrivano a Oristano si portano dietro parecchi tifosi, cosa invece che non si riscontra per il sud Sardegna. E poi c'è il Terzo tempo, molto più sentito, occasione a fine partita per bersi una bibita con gli avversari e fare due chiacchiere sull'andamento della gara.

Lei è in carica dal marzo scorso. Come ha trovato la società?

Molte cose da fare, ma anche tante da cui ripartire, soprattutto a livello dirigenziale. Davide Spiga, il mio vice, è qui tutti i giorni per dare il suo contributo, Mauro Bianco che insieme ad Andrea Corona si occupa della segreteria, Eugenio Catapano e tanti altri che tutti i giorni danno il loro contributo.

Quanti dirigenti siete?

Allo stato attuale siamo 35.

Come si mantiene una squadra come la Tharros?

I contributi che riceviamo servono a malapena a pagare le spese del campo sportivo. Gli sponsor sicuramente aiutano e per cercare di aver qualche aiuto in più abbiamo creato la "carta Tharros", che consente al possessore di avere degli sconti nelle aziende che hanno voluto sostenerci. Verrà distribuita gratuitamente a tutto il circuito societario,atleti, dirigenti, etc.

Terzo anno nella stessa categoria. Qual è l'obiettivo stagionale?

Abbiamo allestito una squadra di vertice, riportando a casa l'allenatore Andrea Contini, artefice delle ultime promozioni, ma se non dovessimo riuscire a fare il salto certamente non ne faremo un dramma. Programmiamo e col mister questo è possibile. Ha determinazione e carattere. Riesce a trasmettere le sue idee. Lavora bene con i giovani.

Voi peraltro avete anche un settore giovanile. Quanti ragazzi sono tesserati con voi? Da dove arrivano?

Abbiamo tutte le categorie. Dai primi calci alla prima squadra. Complessivamente 162 giocatori che arrivano sia da Oristano che dalla provincia. Per la prima squadra anche dal cagliaritano e perfino da Salerno. Abbiamo un ragazzo che si è innamorato della Sardegna e tiene a giocare con noi.

Il vostro obiettivo è solo insegnare calcio o provate anche a trasmettere dell'altro ai vostri giovani?

Siamo molto attenti all'educazione dei ragazzi, non solo per la richiesta di impegno e serietà, ma cerchiamo di fornirgli anche dei valori per renderli più consapevoli nella vita che svolgono al di fuori del campo di gioco. Stiamo avviando un progetto di educazione alimentare, grazie ai nostri sostenitori che lavorano nel settore gastronomico con cui a breve organizzeremo delle giornate sul tema. Non a caso non vogliamo pubblicità di cibi spazzatura e nemmeno di agenzie di scommesse.

Tharros 2017 arborense web

Società Polisportiva Tharros. Questo il vostro nome. C'è l'idea di riprendere in futuro con qualche altro sport come è stato in passato? Penso alla ginnastica e al ciclismo.

Abbiamo delle collaborazioni con una società ciclistica e una di vela. Saremo loro cosponsor e viceversa. Aprire a nuovi sport è difficile, ma per l'anno venturo stiamo però pensando di allestire una sezione giovanile femminile.

Ho visto che avete creato un nuovo marchio da riprodurre nei gadget societari, mantenendo quello storico nelle maglie da gara. C'è l'idea di uno store?

Sì, a breve apriremo i locali di via Garibaldi, dove è nostra intenzione trasferire la segreteria. Storicamente era così e vogliamo che la squadra torni al centro della città in mezzo agli oristanesi. Mentre via Consolini rimarrà il luogo di incontro societario, sede di riunioni e di festa per le nostre squadre.

La Tharros dopo la Torres di Sassari è il club con più vita della Sardegna. Vista la storia importante c'è la volontà di realizzare uno spazio che parli del vostro passato?

Un museo al momento no, ma vorremmo organizzare qualcosa per la Sartiglia allestendo uno spazio dove raccontiamo chi eravamo e soprattutto dove vogliamo andare.

Sul piano della comunicazione come vi muovete?

Abbiamo recuperato Gianfranco Atzori, autore del libro del centenario, che sarà il nostro addetto stampa e che ci darà una mano a riportare tra gli spalti il periodico che un tempo veniva distribuito gratuitamente prima della partita al campo sportivo. Avremo inoltre un nuovo sito internet in 3D, che ci consentirà di mandare in pensione quello attuale momentaneamente in stand-by. E poi ancora la pagina facebook e una web-tv, con Davide Urgu che condurrà il programma "sotto la doccia al campo Tharros".

Come cercate di far avvicinare la gente al campo? Quanto costa il biglietto per vedere una partita?

Il biglietto costa 6 euro, una cifra modica per cercare di far riportare le persone alla Tharros. Chi arriverà con la bicicletta riceverà uno sconto, mentre i giovani non pagano. Puntiamo soprattutto ad avvicinare donne e bambini. La creazione di un inno per la squadra è la ciliegina sulla torta.

Come vede la società tra dieci anni?

Ho aperto il direttivo a tutti in modo democratico. Più siamo meglio è. La nostra non deve essere una società con un patron come si vede in serie A, ma un club dove le decisioni si prendono insieme. Se un domani dovessi compiere degli errori imperdonabili è giusto che sia sollevato dall'incarico. Sono umano e sbaglio come tutti, ma condividendo sono certo di sbagliare meno. Se tra dieci anni sarò riuscito a dare a questa gloriosa società gli strumenti per camminare da sola, senza che cada ostaggio di nessuno, sarà per me il migliore traguardo. La Tharros a quel punto potrà realmente volare alto.

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