Mercoledì, 19 Settembre 2018

La figura più discussa nel gioco del calcio è sicuramente l’arbitro. Sicuramente non ci sono sabati, domeniche o settimane intere che non si parli delle sue decisioni, giuste o errate che siano. In fondo con qualcuno ce la dobbiamo prendere se la nostra squadra del cuore ha perso...

di Alessandro Pilloni


Quando il calcio era ancora ai suoi esordi, gli arbitri dirigevano le gare indossando una giacca nera e una camicia bianca. Da questo abbigliamento è nata l'espressione, in uso ancora oggi, di "giacchetta nera", erepertorio AIA da tale usanza, nei campionati di vertice nazionali e internazionali, la terna arbitrale si presenta nell'impianto sportivo indossando un abbigliamento composto da una giacca nera camicia bianca e cravatta nera. Il compito dell'arbitro è quello di controllare che una gara di calcio si svolga sotto l'osservanza delle regole del gioco, coadiuvato, non sempre, dagli assistenti arbitrali, che classicamente sono solo due e formano la cosiddetta terna arbitrale. Gli strumenti utilizzati sono i cartellini (giallo per l’ammonizione e rosso per l’espulsione) e il fischietto, ma anche il rapporto verbale che si crea tra il direttore di gara e i giocatori. Da qualche anno si è aggiunto il quarto uomo e, da quest’anno, il Var, occhio elettronico che aiuta nelle decisioni più difficili.
Fare l’arbitro è a tutti gli effetti un vero sport, faticoso e duro, ma gratificante. Quello che vediamo in tv, la serie A e le partite internazionali dei club e delle nazionali, sono solo la punta dell’iceberg di un movimento ampio di sportivi che si allenano per far disputare partite che ogni fine settimana si svolgono nei nostri campi di periferia e di paese.
Arbitrare ti mette di fronte ai tuoi limiti e aiuta le persone a diventare più responsabili, ti forma il carattere e ti rende una persona più corretta. Si impara a diventare imparziali e a cercare di comprendere le situazioni che si vanno a creare nei momenti più disparati. Si crea uno stile di vita che ti porta a essere una persona integerrima. Spesso l’arbitro deve essere preparato mentalmente e fisicamente più di un calciatore per poter essere sempre pronto e non avere alibi per il proprio operato. Le capacità atletiche devono essere sempre tenute in considerazione perché l’arbitro, anche rispetto ai giocatori, è quello che macina più km in campo perché deve essere sempre pronto a stare vicino all’azione
Come tutti gli sport, ci può portare a cavalcare il sogno delle olimpiadi o dei campionati del mondo, e da questa settimana noi sardi siamo entrati nella storia, visto che abbiamo avuto l’esordio in serie A di Antonio Giua, primo fischietto sardo nella storia della massima serie. Cosa aspettiamo, dunque? Armiamoci di coraggio e avviciniamoci a questa bella attività sportiva perché “solo quando prendiamo decisioni possiamo dire di essere diventati uomini”.

Un paio di domande a Roberto Mulas, presidente della sezione di Oristano dell'Associazione Italiana Arbitri 

Cosa significa fare l’arbitro di calcio?
Fare l’arbitro è un modo diverso di fare sport Oramai devi essere preparato sia da un punto di vista fisico, attraverso una preparazione atletica adeguata, sia da un punto di vista tecnico, attraverso la conoscenza delle regole di giuoco. Oggi possiamo contare su preparatori atletici che aiutano i vari arbitri ad allenarsi durante la settimana in modo costante.Come sport è molto formativo perché ti plasma il carattere e fa emergere ciò che hai dentro. Quando sei in campo ti trovi a dover gestire eventi improvvisi, prendere decisioni immediate, non improvvisare e farti trovare sempre pronto.Per qualcuno può essere la prima occasione dove imparare a prendere decisioni. Ti insegna a decidere nel modo più consono e corretto possibile.
Come si diventa Arbitri?
Noi da settembre/ottobre prossimo apriremo i nostri corsi. Sono gratuiti e accogliamo ragazzi dai 15 ai 35 anni, che hanno voglia di mettersi in gioco. Son seguiti da persone altamente preparate e con esperienza che insegneranno loro il regolamento del giuoco calcio e li formeranno fisicamente. Logico che poi, per poter diventare arbitro effettivo si dovrà sostenere un test.
Chi si avvicina all’arbitraggio deve avere la passione per il calcio, ma solo quando lo provi ti accorgi se questa è la tua strada. Arbitrare è molto divertente e, per chi è molto giovane, può anche diventare il suo primo “lavoretto”, visto che esiste anche un rimborso spese. Logicamente non lo fai per i soldi perché dopo che ti appassioni il sogno diventa sempre quello di voler arrivare alla massima serie.Il sogno di arrivare in serie A non è irrealizzabile ed abbiamo tra le nostre fila arbitri di calcio a 5 e di calcio a 11 che militano in categorie nazionali e che danno lustro alla nostra sezione. Una cosa da non sottovalutare è anchela tessera Figc, che viene rilasciata dopo che si è divenuti arbitri, consente l’ingresso a ogni stadio italiano.

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon