Mercoledì, 24 Luglio 2019

Progetto1

Vorrei esprimere la mia opinione e proporre una riflessione a proposito di alcuni argomenti che spesso rimangono sconosciuti poiché non ricevono il giusto risalto tra gli argomenti comuni, siamo troppo abituati a parlare e leggere in negativo piuttosto che farlo in modo positivo...

di Alessio Medde

Da circa un anno lavoro in una casa d’accoglienza, Il Samaritano di Arborea, struttura che si occupa di reinserimento nella vita di persone che rimangono ai margini della società, parlo quindi di detenuti ed ex detenuti.

Anch’io, come tanti, ho iniziato questa esperienza con una umana prevenzione e la paura di dovermi confrontare con persone portatrici di un certo disagio.

Prendo spunto da un evento capitato a degli ospiti della struttura per una riflessione che mi ha profondamente stupito e colpito.

Qualche giorno fa hanno chiesto ospitalità due persone, uno di nazionalità algerina, Mohamed di 37 anni e l’altro senegalese, Ismailla di 51 anni. Come di consueto, gli abbiamo concesso la disponibilità per trascorrere alcuni giorni di permesso.

Stavano arrivando dal carcere di provenienza con i mezzi pubblici. Scesi dal pullman, sono entrati in un supermercato di Marrubiu per fare degli acquisti, lì hanno trovato un borsellino con una cospicua somma di soldi all’interno (oltre 1000 euro). Con una semplicità e spontaneità disarmante si sono preoccupati di recarsi alla cassa in modo che l’addetto, tramite l’altoparlante del negozio, potesse comunicare quello che era stato trovato e chiedendo, se il proprietario se ne fosse accorto, di avvicinarsi. All’interno del borsello c’era un documento, dunque si poteva consegnarlo alla persona giusta senza paura di sbagliare. La fortunata era una signora che aveva appena ritirato la pensione e i nostri ragazzi gliel’hanno restituita.

In segno di ringraziamento per essersi resi protagonisti di questo apprezzabile gesto, la signora ha dato loro una piccola mancia.

Quando ho raccontato questa storia ad alcuni amici, qualcuno mi ha detto sorridendo “meno male che sono carcerati”, “non so se io l’avrei reso, tanto a me non rende mai nulla nessuno”. A quel punto mi sono posto la stessa domanda, e forse lo chiedo anche a voi che leggete: Cosa avreste fatto?

Questo è per dire che chi sbaglia o ha sbagliato in passato spesso ci stupisce o va contro la nostra idea.

Concludo il mio pensiero dicendo che le persone possono avere un colore della pelle diverso dal nostro, possono arrivare da contesti sociali diversi, possono aver sbagliato nella loro vita e possono rifarlo, ma restano persone. Forse dovremmo cambiare, non farci intimorire dalle “persone diverse”. Siamo diversi? La preghiera affinché si presti una maggiore attenzione a riguardo è rivolta a tutte le persone.

Le cose migliori si ottengono solo con il massimo della passione (Johann Wolfgang von Goethe).

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