Sabato, 16 Maggio 2026

Vorrei, in conclusione della nostra riflessione sul Messale Mariano, proporvi altri due prefazi...

di Tonino Zedda

Il formulario Maria Vergine del Cenacolo (n.17) afferma: Tu ci hai dato nella chiesa nascente un esempio mirabile di concordia e di orazione: la Madre di Gesù, unita agli apostoli in preghiera unanime. La Vergine Figlia di Sion, che aveva atteso pregando la venuta di Cristo, invoca con intense suppliche lo Spirito promesso. Lei che nell'incarnazione del Verbo fu adombrata dalla tua potenza, è di nuovo colmata del tuo dono al sorgere del nuovo Israele. Vigile nell'orazione, ardente nella carità, è divenuta modello della Chiesa, che animata dal tuo Spirito, attende vegliando il secondo avvento del Signore. L'icona degli apostoli raccolti in preghiera epicletica con Maria, secondo la visione degli Atti degli Apostoli, rivive nella comunità eucaristica. Questa invoca lo Spirito, affinché il pane e il vino diventino il corpo e il sangue di Cristo, con chiaro riferimento all'opera dello Spirito nell'Annunciazione. Maria che invoca con intense suppliche lo Spirito promesso richiama la preghiera della Vergine Figlia di Sion - espressione dell'antico Israele - in attesa del Salvatore: su di lei è sceso lo Spirito quando il capo della chiesa prese corpo; lei è di nuovo colmata di Spirito alla nascita della chiesa, corpo di Cristo, nuovo Israele. Il prefazio si chiude sulle esemplari virtù di Maria: vigile preghiera e ardente carità sono atteggiamenti mariani che, in forza dello Spirito, sostengono la chiesa in attesa del ritorno del Signore. Il formulario n. 36, intitolato Maria Vergine Madre del bell'amore, così si esprime: Noi ti lodiamo e ti glorifichiamo per la bellezza ineffabile che splende nella Beata Vergine Maria. Bella nella sua concezione, immune da ogni macchia di peccato e tutta avvolta nel fulgore della tua grazia. Bella nel parto verginale, in cui diede al mondo il Figlio, splendore della tua gloria, nostro fratello e salvatore. Bella nella passione del Cristo, imporporata dal suo sangue, come mite agnella unita al sacrificio del mitissimo agnello, insignita di una nuova missione materna. Bella nella risurrezione del Signore, con il quale regna gloriosa, partecipe del suo trionfo. Il motivo della lode è la bellezza di Maria, contemplata - in quattro tempi - alla luce del Figlio. È bella per la pienezza di grazia che in lei risplende dalla concezione: segno del fulgore divino che fuga l'obbrobrio del peccato.  È bella perché ha partorito Cristo, splendore della gloria di Dio: il mirabile parto che, non violando la verginità, è affrancato dal dolore, fa bella la Madre. È la bella agnella imporporata dal sangue dell'Agnello che toglie il peccato del mondo: unita a Cristo, Maria ha attraversato la grande tribolazione e ha lavato le vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello. Bella è, infine, Maria partecipe della signoria del Risorto: è la regina splendidamente vestita, assisa alla destra del re (Sal 54,10.14). Queste immagini provengono anche dal pensiero di alcuni importanti padri della chiesa: Melitone di Sardi (†180) la invoca come Pulchra Agna. Osserva sant'Agostino: Sfigurato, Cristo pendeva dalla croce: ma la sua sfigurazione era la nostra bellezza. L'applicazione a Maria di questi versetti è resa splendidamente dai mosaici absidali delle basiliche romane di Santa Maria Maggiore e Santa Maria in Trastevere. Il prefazio esalta la bellezza di Maria con registri teologico-cristologici: non viene cantata la bellezza fisica ma quella della grazia e dell'associazione alla vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. Testi meravigliosi da conoscere e valorizzare anche nelle nostre assemblee e nei nostri santuari mariani.

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