Martedì, 25 Giugno 2019

Progetto1

Abbiamo già detto che, nel 1987, la Congregazione per il Culto divino pubblicò il nuovo messale mariano, edito in italiano col titolo Messe della Beata Vergine Maria, perché fosse come una sorta di appendice del Messale Romano....

di Tonino Zedda

È un libro liturgico senza precedenti, voluto per rispondere specialmente a esigenze pastorali dei santuari mariani. Lo scopo del Messale era quello di favorire, nell'ambito del culto alla Beata Vergine Maria, celebrazioni che fossero ricche di dottrina, varie quanto all'oggetto specifico e che commemorassero correttamente i fatti della salvezza compiuti da Dio Padre nella Beata Vergine, in vista del mistero di Cristo e della chiesa.

Meritano di essere considerati e anche studiati a fondo, per essere ben celebrati, soprattutto i prefazi. Ma purtroppo in pochissime comunità questi libri liturgici vengono usati. A titolo di esempio propongo alcuni prefazi. Il formulario Affidamento della Beata Vergine Maria, così proclama solennemente: Noi ti lodiamo e ti benediciamo per il perenne vincolo di amore, instaurato ai piedi della croce fra i discepoli e la Vergine Maria, come supremo testamento del tuo Figlio. Egli la dona loro come Madre; essi la ricevono in eredità preziosa dalle mani del Maestro. A lei, costituita per sempre madre dei credenti, ricorreranno nei secoli i fedeli come a sicuro rifugio. Nei suoi figli adottivi Maria riconosce e ama il Figlio: essi, obbedendo ai richiami della Madre, custodiscono le parole del Signore. Il perenne vincolo di amore tra i discepoli e la Vergine Maria è il motivo del rendimento di grazie al Padre. Non è dovuto infatti a una certa spiritualità, ma è il supremo testamento di Cristo.

Non è pensabile di accogliere Gesù, escludendo l'amore filiale a Maria: Egli la dona loro come Madre; essi la ricevono in eredità preziosa dalle mani del Maestro. Il prefazio si ferma quindi sul tipo di amore maternale di Maria: “Nei suoi figli adottivi riconosce e ama il Figlio”. L'affermazione è davvero luminosa poiché ci fa capire che l'amore nutrito per Cristo, la Madre lo estende anche ai battezzati in lui. Si rimarca poi il senso del vincolo filiale dei discepoli: “Obbedendo ai richiami della Madre, custodiscono le parole del Signore”. Sulla base delle parole di Maria a Cana: Fate quello che Egli vi dirà, si dice la portata cristologica della comunione con lei: l'obbedienza a Maria porta a praticare la parola del Signore. Dunque, il perenne vincolo di amore è suscitato da Cristo ed è ordinato a Cristo . Dal formulario n. 16, Maria Vergine fonte di luce e di vita, apprendiamo e comprendiamo che: Per un dono mirabile del tuo amore tu hai voluto che nei segni sacramentali si rinnovassero misticamente gli eventi della storia della salvezza vissuti dalla Vergine Madre. Così la Chiesa, vergine feconda, partorisce nelle acque del battesimo i figli che ha concepito dalla fede e dallo Spirito; li consacra con il prezioso unguento del Crisma, perché lo Spirito che avvolse la Vergine discenda su di loro con l'abbondanza dei suoi doni; e quotidianamente imbandisce la mensa eucaristica, per nutrirli col pane del cielo che Maria ha dato alla luce per la vita del mondo, Gesù Cristo nostro Signore. Sono evidenti in questo splendido prefazio due livelli: quello storico (ciò che Maria ha vissuto) e quello sacramentale (ciò che la Chiesa vive nei santi misteri).

Quanto Maria ha compiuto negli eventi di Cristo si riverbera nella liturgia della Chiesa. Sempre su questa esemplarità è costruito il prefazio, intitolato La missione della Vergine Maria nei sacramenti dell'iniziazione cristiana, tema di sapore patristico, ma nuovo per l'eucologia romana. Nella Chiesa che battezza si ravvisa l'immagine della verginale maternità di Maria: concepimento nella fede per opera dello Spirito e parto nell'acqua del battesimo. Lo Spirito che nell'annunciazione ha consacrato la Vergine come cristofora, conferma coi suoi doni anche i credenti, cristificandoli col suo sigillo nell'unzione crismale.

Evocando il nesso tra Incarnazione ed Eucaristia, la maternità di Maria rischiara quella della Chiesa: il gesto materno della Vergine che, nella notte di Betlemme, pone il Figlio nella mangiatoia rivive, sotto il velo dei simboli, in ogni convito eucaristico.

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