di Tonino Zedda
Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro. Quale vantaggio per noi essere nati, se lui non ci avesse redenti? O immensità del tuo amore per noi! O inestimabile segno di bontà: per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio! (dal Preconio pasquale).
Dopo una Quaresima profonda e coinvolgente, il popolo santo di Dio è pronto a rivivere con Cristo il mistero di passione, morte e risurrezione. La Veglia pasquale è la celebrazione più importante dell’intero anno liturgico. In questa Notte Santa facciamo memoria della Pasqua di Gesù: celebrarla significa entrare dentro un mistero che illumina e realizza radicalmente il nostro essere discepoli. Propongo, allora, ai nostri lettori uno sguardo di approfondimento di una parte saliente della Veglia: la grande Liturgia della Parola. Si tratta, in buona sostanza, di un grande riassunto di tutta la Scrittura. Cerchiamo di individuare la linea narrativa e celebrativa che la regge: questa notte canta le meraviglie che il Signore ha realizzato per il suo popolo. È una notte di veglia nella quale si percorrono, attraverso la Sacra Scrittura, i grandi episodi della storia della salvezza, fino ad arrivare al punto culminante: la Resurrezione di Cristo. Nella sua forma più completa consta di sette letture prese dell'Antico Testamento: la creazione, il sacrificio di Isacco e la fede di Abramo, il passaggio attraverso il Mar Rosso, l'amore di Dio cantato dai profeti, gli annunci dell'alleanza di Dio col suo popolo, il ritorno dall'esilio. Un’importanza speciale riveste la terza lettura, tratta dal libro dell'Esodo, che narra il passaggio del Mar Rosso e la liberazione del popolo d'Israele. Questo testo prefigura il Battesimo nel quale è l'uomo vecchio che si immerge, ma da cui nasce l'uomo nuovo, creato in Cristo (epistola). Nel battesimo l'uomo viene (come una gemma viva) innestato in Cristo. Il testo della quarta lettura, presa dal libro del profeta Isaia, è una meravigliosa sintesi del grande amore di Dio per l'uomo: con affetto perenne io ti amo. L'immagine dell'amore sponsale è prefigurazione dell'amore di Cristo (marito) per sua moglie (la Chiesa). Il racconto di questo grande piano di salvezza trova la sua massima espressione e il suo culmine nella Resurrezione del Signore. Questa è davvero la notte felice, nella quale siamo invitati a rallegrarci e a non avere più paura, perché Cristo ha vinto le tenebre della morte e del peccato. In questa notte la Chiesa, in compagnia di Maria, veglia e vigila aspettando la manifestazione di Dio e la sua misericordia. È una notte fatta per vegliare in contemplazione. In questa Veglia, rivivere le diverse tappe della storia della salvezza significa scoprire che le promesse del Signore raggiungono il loro felice compimento nella Pasqua di Gesù Signore. Il disegno di Dio si realizza perfino quando tutto sembra perduto, come nel momento del passaggio del Mar Rosso, o nel momento in cui ad Abramo viene chiesto il sacrificio del suo unico figlio, Isacco, o nel momento del ritorno dall'esilio, dopo un periodo di ardua prova. In tutti questi avvenimenti, la Chiesa scopre che Dio è fedele all'alleanza promessa. La Chiesa medita la storia della salvezza come vittoria definitiva di Cristo sulla morte e sul peccato. Dove abbondò il peccato sovrabbondò la grazia. Coloro che giacevano senza speranza sono stati riscattati dal mistero pasquale di Cristo. Prestando un ascolto profondo alla Liturgia della Parola di questa Veglia saremo presi per mano e condotti alla sorgente della nostra Fede (il Fonte battesimale) e potremo accomodarci così, pienamente consapevoli, alla Mensa eucaristica del Risorto… coi nostri fratelli.