Venerdì, 19 Luglio 2019

Progetto1

ABC… della Liturgia. Spunti di riflessione e qualche consiglio per le nostre assemblee. G come gesti liturgici: il significato profondo di alcune azioni...

di Tonino Zedda

Per concludere il nostro intervento sul bacio, come segno di fraternità e condivisione, debbo dire che ci sono anche altri tipi di bacio: il bacio agli oggetti. Anche questo può essere di vari tipi: abbiamo già accennato al bacio dell’Altare che viene posto come segno eloquentissimo di adorazione, il verbo adorare infatti, nel suo primissimo significato, dice il gesto di portare alla bocca (ad os, cioè baciare, un oggetto o una persona). Durante il solenne Rito di Dedicazione della chiesa, terminata la preghiera di dedicazione dell’Altare, questo viene consacrato con l’unzione crismale, incensato e rivestito di una tovaglia bianca, solo allora il vescovo che presiede la celebrazione sale i gradini dell’Altare e lo bacia, in tutte le altre celebrazioni, questo gesto così solenne, verrà ripetuto sempre all’inizio e alla fine: è un segno di venerazione e di stima per la mensa del Signore, sopra la quale si compie l’Eucaristia e dove siamo invitati a partecipare al Corpo e al Sangue di Cristo. L’altare ha una sua preminenza nello spazio liturgico e una simbologia molto importante che motiva la venerazione che gli si deve. In tutte le religioni esso è il luogo del sacrificio, come sta a significare la radice del suo nome in ebraico (zabah - sacrificare, radice di mizbeah – altare). In Israele l’altare è segno della presenza divina, si trova ovunque si offra un sacrificio, a esso si attribuiscono inoltre nomi simbolici, come leggiamo nel libro di Genesi (33,20) Giacobbe eresse un altare e lo chiamò El, Dio d’Israele, e nel capitolo 35,1-7: Giacobbe costruì un altare e chiamò quel luogo El-Betel, perché là Dio gli si era rivelato, quando sfuggiva al fratello. Nelle nostre celebrazioni baciamo l’Altare perché ci ricorda la mensa dell’Ultima Cena e la Croce dove il Gesù si è sacrificato: un segno di Cristo stesso, paragonato da San Paolo anche alla roccia (1Cor 10,4). L’altare viene consacrato con il Crisma e,convenientemente, vengono deposte anche le reliquie dei Santi specie dei martiri; si tratta di un saluto simbolico (in uso fin dal sec. IV), fatto di fede e di rispetto, da compiersi all’inizio di ogni azione celebrazione (OGMR 273). Vi sono poi il bacio al libro del Vangelo: chi proclama la lettura del Vangelo, alla fine bacia il libro; questo gesto esprime la fede nella presenza di Cristo che si comunica a noi come la Parola di verità (OGMR 273); il bacio agli altri oggetti sacri: dopo il Concilio Vaticano II, con l’Istruzione Inter Oecumenici del 1964 (n. 36), sono stati soppressi diversi altri baci come, a esempio, il bacio riservato alle vesti liturgiche (soprattutto alla stola) venivano baciate mentre s’indossavano in sacrestia; ai vari oggetti che i ministri consegnavano al presidente, soprattutto al vescovo: il calice, le ampolline, la patena…; nella liturgia riformata è rimasto il bacio della Croce durante la celebrazione del Venerdì Santo (nel rito dell’Adorazione della croce); il bacio del crocifisso da parte del vescovo, quando entra per la prima volta nella sua Cattedrale nel giorno della presa di possesso e dell’inizio del ministero episcopale nella sua diocesi. o all’inizio della Visita pastorale nelle chiese parrocchiali. Sono significativi anche altri baci, non liturgici, ma ugualmente pieni di fede e di sentimenti come: il bacio della statua di Gesù Bambino nelle celebrazioni natalizie, o il bacio al Crocifisso, alle ikone, alle reliquie o ad altre immagini sacre, che molti fedeli sono soliti dare con devozione e amore.

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon