Giovedì, 13 Agosto 2020

Progetto1

Le premesse al Nuovo Lezionario con grande chiarezza riaffermano l’importanza del ministero del lettore: La tradizione liturgica ha affidato il compito di proclamare le letture bibliche nella celebrazione della Messa a determinati ministri: ai lettori e al diacono (OLM 49)...

di Tonino Zedda

Nello stesso testo viene posto in grande risalto la natura laicale di tale ministero: Si cerchi di avere a disposizione alcuni laici, che siano particolarmente idonei e preparati a compiere questo ministero" (OLM 52). Il ministero del Lettore, quindi, è un ministero tipicamente laicale. Solo in mancanza di Lettori laici o anche di diaconi tale ministero può essere svolto anche dal presbitero-celebrante: In mancanza del diacono o di un altro sacerdote, legga il Vangelo lo stesso sacerdote celebrante; se poi manca anche il Lettore, legge lui stesso tutte le letture" (OLM 49). Chiaramente, però, questa è la soluzione estrema. La creazione di un Gruppo di Lettori rappresenta, quindi, un’importante meta pastorale per ogni comunità cristiana, perché consente di dilatare gli spazi della partecipazione e della ministerialità liturgica e di esprimere la comunione ecclesiale in tutta la sua pienezza, respingendo una concezione accentratrice e monopolistica del ministero. Cresce il numero delle parrocchie (anche nella nostra Arcidiocesi) che cerca di realizzare questa soluzione pastorale: nascono e si rafforzano i gruppi di lettori che prendono con serietà l’impegno di prepararsi sia spiritualmente sia tecnicamente a svolgere il prezioso ministero della proclamazione della Parola. Questo tipo di soluzione deve essere applicato non solo per giustificare il ministero liturgico del lettore, ma anche per impedire il monopolio di un singolo lettore: Se ci sono più Lettori e si devono proclamare più letture, è bene distribuirle fra di loro (OLM 52). Il monopolio, nella liturgia, è sempre un abuso gravissimo e bisogna evitarlo in ogni modo. Nella liturgia ci deve essere spazio per tutti. Il nuovo OLM propone una serie di riflessioni che ritengo quanto mai utili e significative per una messa a fuoco della fisionomia ministeriale di questo prezioso servizio ecclesiale. Il documento insiste con espressioni chiarissime: Il Lettore ha nella celebrazione eucaristica un suo ufficio proprio, che deve esercitare lui stesso, anche se sono presenti ministri di ordine superiore (n. 51). Il ministero del Lettore, conferito con rito liturgico, deve quindi essere tenuto in onore. I Lettori istituiti, se presenti, compiano il loro ufficio almeno nelle domeniche e nelle feste, specialmente durante la celebrazione principale. Si potrà affidare loro anche il compito di dare un aiuto nel predisporre la Liturgia della Parola e, se necessario, di preparare gli altri fedeli che per incarico temporaneo debbano proclamare le Letture nella celebrazione della Messa. Chiaramente ciò che è richiesto ai lettori istituiti dovrebbe, anche a maggior ragione, diventare prassi e norma anche per coloro che esercitano il ministero di fatto, cioè per gli uomini e per le donne che nella comunità parrocchiale hanno ricevuto il mandato ecclesiale di proclamare la Parola di Dio e per questo motivo vengono inseriti nel Gruppo dei lettori. Vorrei fare anche una considerazione relativa all’abito del Lettore, il citato documento prescrive: Il sacerdote, il diacono e il Lettore istituito, allorché salgono all’ambone per proclamare la parola di Dio nella celebrazione della Messa con il popolo, devono indossare la veste sacra propria del loro ufficio (OLM 54). È un aspetto della figura del Lettore su cui si preferisce sorvolare, ma l’importanza ecclesiale di un ministero dipende anche da certi particolari. Un buon Lettore lo si riconosce anche dal modo in cui si presenta all’assemblea. Sarebbe bello che si diffondesse la buona prassi della veste liturgica per il lettore… ma evidentemente (per ora) è troppo presto, visto che i vescovi italiani su questo punto non danno alcun orientamento.

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