Martedì, 19 Marzo 2019

Progetto1

 

Tradizione sarda o innovazione, Maria Pintaoru o Halloween?! Riola Sardo, in barba agli schieramenti, decide di non prendere posizione valorizzando ciò che di bello entrambe le festività hanno da offrire...

di Erika Orrù

Lo scopo è quello di insegnare divertendosi, rendendo i bambini e le bambine profondi conoscitori di racconti e leggende del proprio paese, ma anche consapevoli e critici nei confronti di usi e credenze diverse dalle nostre; non solo riolesi doc, ma anche cittadini del mondo.

Con la festa di Halloween emerge l’aspetto carnevalesco, una spiccata propensione al gusto dell’orrido, ma anche verso il mistero dell’occulto. Le zucche intagliate e illuminate, i decori utilizzati, i costumi e gli accessori spaventosi e grotteschi, nonché il trucco macabro in stile gotico rendono questa festa appetibile per i più piccoli che al motto di trick or treat (dolcetto o scherzetto) hanno percorso mascherati la sera del 31 ottobre le strade del paese accompagnati dalle ragazze di Attivamente: "Regalare sorrisi ai bambini e non solo, per noi è la cosa più bella e importante che ci sia... È per questo che, ogni volta che  decidiamo di organizzare una festa, a prescindere dalla tipologia dell'evento che andiamo ad organizzare, per noi l'importante è stare bene, far stare bene, regalare sorrisi e qualche ora di spensieratezza... la gioia della condivisione va oltre la tradizione e può essere motivo di nuove tradizioni se questo regala felicità... Grazie a tutti quelli che oggi ci hanno aiutato".

clicca percorso maria puntaoru

Nonostante Halloween faccia storcere il naso a molti puristi, è da considerarsi a tutti gli effetti un nuovo rituale sociale, frutto di tradizioni lontane ma ormai parte integrante della nostra società. Il primo novembre la lente di ingrandimento viene posizionata sulla tradizione grazie all’Amministrazione comunale e, soprattutto, alla bibliotecaria Sara Angius che dichiara: "Tutti noi abbiamo il compito di tramandare e tenere saldamente in vita queste tradizioni, raccontando le favole, le leggende e i racconti che hanno sempre inchiodato alla sedia intere generazioni di bambini. È una questione di identità e di cultura e noi abbiamo il compito e il dovere di difenderla e tramandarla".

Lo scopo è ricreare quel clima caloroso familiare, impregnato di curiosità e paura, alimentato da figure del passato, antichi riti, storie, miti e leggende raccontate dagli anziani intorno al fuoco ai più piccoli, per mantenere vivo il ricordo degli avi. Tra tutti è bene ricordare Is animas de su Prugadoriu, Su mortu mortu, Ave Maria e Su bene de sas animas.

I bambini di un tempo ascoltavano seduti vicino al camino, estasiati e incuriositi, ma al contempo paralizzati dalla paura, complici le ombre che le fiamme del fuoco disegnavano sulle pareti della cucina e che sembravano materializzare quelle terribili figure leggendarie narrate. Particolarmente singolare è la leggenda di Maria Punta ‘a Oru, un personaggio della mitologia sarda legato al culto dei morti, nonché simbolo di resistenza culturale sarda nei confronti della cultura globalizzata. Come narra la leggenda, Tzia Maria Punta ‘a Oru, una vecchia signora brutta e affamata, passava di casa in casa la notte del 1° novembre per mangiare la pastasciutta cucinata appositamente per i defunti; nel caso in cui la donna non avesse trovato la sua parte, si sarebbe vendicata andando a cercare i bambini nel letto per bucare loro la pancia e prendere la pasta, armata di sa punta ‘a oru (attrezzo in ferro con la punta ricurva che serviva per fare l’orlo, s’oru, alle corbule e ai setacci fatti di giunco o erbe palustri) o di uno spiedo (su schidoni).halloween puntaoru riola

Si dichiara entusiasta dell’iniziativa Irene Erdas, Assessore ai servizi sociali, pubblica istruzione, politiche della famiglia, volontariato, cultura: "Le risorse culturali devono essere un patrimonio comune da salvaguardare per sviluppare progetti di interesse pubblico. Il Volontariato propone uno sporcarsi le mani, un coinvolgersi totalmente per affermare valori che sembrano caduti di moda e soprattutto offre alcune possibilità concrete per realizzare questo impegno", e ancora: "Parliamo, quindi, di orientare l’azione di programmazione verso processi che includano, nella politica culturale, obiettivi non solo connessi alla tutela ma anche alla valorizzazione e alla promozione delle tradizioni puntando su interventi in grado di mettere a sistema tutte le risorse umane; a tal proposito ringrazio i volontari, i proprietari dei portoni e attività che si rendono disponibili alla realizzazione di questo progetto". Il viaggio nella tradizione ha inizio nella biblioteca per trascorrere una giornata diversa nel ricordo di coloro che ci hanno tracciato la via.

 

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