Domenica, 19 Maggio 2019

Progetto1

Il Gruppo Folk Santu Pedru e Femmiasa de Campidanu è nato nel 2012 grazie alla volontà del suo Presidente Antonello Mura, da sempre appassionato di cultura e folklore sardi...

a cura di Erika Orrù

“L’intenzione iniziale in realtà era un’altra... - racconta Mura- impartivo lezioni di ballo sardo ai più piccoli, il Mini Folk Santu Pedru, poi da lì è nata l’idea di creare un gruppo che comprendesse anche gli adulti. Il primo tentativo è stato al di sotto delle aspettative, il progetto sembrava naufragato, ma la voglia di rilanciare la tradizione e di porre nuovamente al centro la nostra danza ha fatto sì che l’attuale gruppo prendesse forma”.

Del Gruppo Folk Santu Pedru fanno parte attualmente sei uomini e undici donne per un totale di 17 elementi di età compresa tra i 12 e i 58 anni. Si tratta di un gruppo composito, eterogeneo, ma molto unito.

"Nessun limite di età – dice il presidente – ciò che conta è ballare con passione, stare bene insieme e divertirsi. Il ballo sardo è molto importante per me, ho quasi tutta la settimana impegnata tra prove e corsi di ballo per i bambini e gli adulti alle prime armi; conciliare tutto è complicato, ma non mi pesa affatto".

È totalizzante far parte di un gruppo folk, soltanto la passione ripaga la fatica e il sudore. D’inverno solitamente ci si allena tre ore alla settimana nell’ex cantina Madau, d’estate le prove si intensificano perché le serate sono di più. L’associazione si propone di valorizzare i balli tradizionali, dal ballo campidanese, a su ballittu e a su passu torrau per un totale di dieci coreografie.

"Il ruolo di presidente non è particolarmente impegnativo – prosegue Mura – con un buon direttivo, attualmente formato da quattro persone, il carico di lavoro è notevolmente ridotto. Non sono perciò l’unico a occuparsi della gestione del gruppo; chiaramente, in quanto referente, vengo contattato io. Prima di prendere una decisione mi consulto sempre con tutti, chiedendo opinioni e la disponibilità prima di confermare la partecipazione a un evento".

Continua il presidente Mura: "Un aspetto molto importante è la mediazione con le altre associazioni, il direttivo serve anche a questo. Con vari gruppi folk condividiamo collaborazioni ed eventi; avendo a disposizione contributi irrisori, vige perlopiù la pratica del gemellaggio.

riola santu pedru e femmiasa de campidanu gruppo folk1

L’unico rammarico è che ci spostiamo coi nostri mezzi e questo ci limita un pochino nelle lunghe trasferte; se avessimo a disposizione un pullmino e ricevessimo dei rimborsi, potremmo partecipare anche a manifestazioni regionali più importanti. Una mano d’aiuto non sarebbe male! Nel nostro piccolo cerchiamo comunque di rispondere ai vari inviti da ogni angolo dell’Isola. La passione e l’impegno muovono tutto e ci auguriamo che col tempo possiamo crescere e migliorare".

Il Gruppo Santu Pedru è animato dalla voglia di dare slancio alla tradizione locale non soltanto divulgando il ballo, ma anche il costume tipico baratilese.

“Siamo impegnati nella ricerca di documentazione che ci dia indicazioni sul modo di vestire dei nostri padri; abbiamo consultato anche una tesi di laurea su questo tema - rivela Mura - per noi è importante riproporre un costume tipico che sia il più possibile fedele alla tradizione. Siamo attenti alla cura del dettaglio, ci basiamo molto sulle vecchie fotografie. In questo periodo siamo occupati nel ricercare le fattezze originarie del cappottino in orbace maschile; i costumi sono leggeri e questo ci consentirebbe di garantire una maggiore partecipazione anche a serate invernali”.

Il Gruppo Santu Pedru, che ha al proprio attivo numerose partecipazioni in tutta l’isola, ha inoltre organizzato a luglio la Prima rassegna folkloristica regionale, una serata dedicata alla promozione della tradizione, tra sfilate e esibizioni; un traguardo niente male per un’associazione culturale nata da poco.

Il folklore è un collante tra passato e presente, una forma d’arte e in quanto tale dovrebbe, per il presidente Mura, essere maggiormente sottoposto all’attenzione delle istituzioni. “È un processo lento, ma auspichiamo che ciò avvenga”. Conoscere le tradizioni è importante, ma custodirle e tramandarle lo è ancora di più.

 Photo credits: Francesco De Faveri

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