Lunedì, 21 Gennaio 2019

 

Cresce l’attesa per un appuntamento irrinunciabile, che da una trentina d’anni offre al pubblico la migliore produzione artistica dei cori gospel internazionali, quello con il tradizionale concerto organizzato dall’Ente Concerti di Oristano...

di Alessia Andreon

Il 23 dicembre, nella sala Polivalente di Nurachi, sarà la promessa del gospel Laura Wilson & Nù Movement a immergere il pubblico nell’atmosfera natalizia. Lo spettacolo sarà un insieme di musica religiosa, che ha il suo fulcro negli spirituals tradizionali neri, miscelandoli opportunamente ai suoni moderni di R&B, fusion e jazz.

La formazione che approderà a Nurachi è infatti di uno degli ensemble vocali tra i più corposi che si esibiscono dal vivo. Tradizione e modernità si fondono in un’esibizione che si caratterizza per la profondità delle canzoni sacre e la straordinaria energia vocale della protagonista dello show.

Laura, con i suoi toni robusti, la timbrica vocale e la sua anima spiccatamente soul, ha davvero pochi rivali nel gospel contemporaneo. Nelle escursioni di questo tour sfoggia la sua nuova veste sonora, meno incline alle regole del gospel romantico e più alla moderna spiritualità, che si manifesta con ritmi e ballate ricche di groove, innalzando con enfasi il livello emotivo e trasportando il pubblico all’interno di ogni canzone proposta.

La formazione si trova per la prima volta in Italia e ha in programma, oltre a quella nel centro dell’Oristanese, unica tappa sarda, quella all’Auditorium Parco della Musica di Roma, nell’Abbazia gotico-cistercense di Santa Maria Maggiore all’interno del festival Ferentino Gospel di Frosinone e nelle piazze di Foggia e Messina.

La location di Nurachi, che per il terzo anno consecutivo accoglie i grandi appuntamenti della stagione concertistica dell’Ente Concerti, non è affatto un ripiego; la popolazione e l’amministrazione comunale partecipano attivamente alla buona riuscita degli eventi proposti e questo è uno dei motivi per cui è stata scelta nuovamente. Rimane il rammarico per la chiusura delle uniche due strutture cittadine in grado di ospitare eventi con pubblico superiore alle 200 persone; il perdurare di questa situazione penalizza ormai da troppo tempo l’attività di tutti coloro che si impegnano per realizzare eventi di spettacolo nel capoluogo, nel silenzio generale. Bisogna inoltre riconoscere che spettacoli di questo livello generano un indotto non indifferente nelle comunità che li ospitano e i nostri piccoli centri hanno così la possibilità di dimostrare che l’accoglienza e il buon cibo sono la cornice perfetta per la riuscita della serata.

 

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