Lunedì, 19 Novembre 2018

 

Recita il proverbio Po Santu Mattĩu stuppa su bĩu; il significato, legato all’esperienza contadina, è piuttosto intuitivo: il giorno di San Martino stappa e bevi per valutare se il vino novello è pronto per soddisfare i palati...

di Erika Orrù

L’11 novembre, infatti, non è un giorno qualsiasi nel calendario, ma la data di apertura delle botti e dei primi assaggi del vino. Festa religiosa o tradizione popolare? La linea di demarcazione è sottile, a tratti invisibile. Quel che è certo è che Riola Sardo, nella giornata di festa che celebra il suo patrono, è invasa da canne fresche, simbolo di ebbrezza. Come vuole la tradizione, la notte del 10 novembre, dopo lo svolgimento del classico “spuntino” - una cena abbondante in pieno stile sardo che non ha nulla a che vedere con i pasti rapidi e leggeri - vi era un altro momento di convivialità: gruppi di uomini, giovani e meno giovani, trascorrevano l’intera notte a distribuire fasci di canne palustri per le vie del paese perché venissero appoggiate sugli usci delle abitazioni dei beoni. L’aspetto curioso consisteva nel fatto che la mattina seguente, giorno di San Martino, alcune porte d’ingresso non si aprivano a causa dell’enorme quantità di canne, costringendo i proprietari a ingegnarsi per uscire di casa.

san martino riola 2018

Se le porte ostruite venivano considerate da alcuni estremamente divertenti, per altri la presenza delle canne nelle proprie abitazioni era ritenuta quasi un disonore che, oltre a rendere pubblico il vizio del bere, li faceva additare dai compaesani. L’antica tradizione è cambiata con il passare del tempo, infatti oggi la cosiddetta “notte delle canne” ha un po’ perso il suo significato originario, tuttavia continua a rappresentare un momento goliardico che si rinnova puntualmente; a essere oggetto di questo dono non sono più solo coloro che abitualmente alzano il gomito, ma le canne sono posizionate dappertutto, persino sul sagrato e sul tetto della chiesa.

L’11 novembre assume un significato ben preciso non solo nel calendario popolare, ma anche e soprattutto in quello liturgico; si celebra, infatti, il vescovo di Tours noto per avere donato metà del suo mantello militare a un mendicante infreddolito, incontrato per strada, perché potesse riscaldarsi.

Quest’anno a Riola Sardo i festeggiamenti per il patrono iniziano il giorno prima, a occuparsene è il Comitato 1968 Sa Leva che ha presentato un programma ricco e articolato teso a soddisfare tutte le esigenze: sabato pomeriggio ci sarà un divertente spettacolo di intrattenimento con giochi di magia per bambini a cura dello staff Su Spassiu che opera in tutta la Sardegna distribuendo sorrisi per i più piccoli. La sera, invece, è prevista la degustazione di carne di vitella arrosto cotta allo spiedo, offerta dal Comitato, con l’intrattenimento musicale del gruppo etnico Galusè.

riola san martino 2018

Il giorno di San Martino ci saranno i festeggiamenti religiosi: la mattina, inebriati dall’odore dell’incenso e dai fumi provenienti dai caminetti accesi, i fedeli sfileranno in processione per le vie del paese con il simulacro del santo; per onorare il santo alcuni parteciperanno al corteo con l’abito tradizionale sardo sfoggiando le gonne plissettate, le camicie finemente ricamate a mano inamidate per l’occasione, s’imbùstu in broccato coperto da su zipponi, indossato per ripararsi dal freddo. Dopo la processione verrà celebratala messa solenne in onore di San Martino, nell’omonima parrocchia, alla quale seguirà la batteria pirotecnica. Il pomeriggio vi sarà un momento più strettamente culturale con la presentazione del libro Vernaccia di Oristano da parte dell’autore Gian Piero Pinna che illustrerà il suo viaggio storico-culturale tra i profumi, gli aromi e i sapori del mondo enologico oristanese. A seguire, una tavola rotonda sulla vernaccia, moderata dalla giornalista riolese Emanuela Zoncu. La sera si terrà la consueta castagnata, il Comitato distribuirà alla comunità caldarroste e un buon bicchiere di vino novello offerto dai produttori locali, il tutto allietato dall’organetto di Giantonio Fadda. Santu Mattĩu ‘e Arriora non solo è una festa religiosa quindi, ma anche enogastronomica; non solo fede, ma anche sapori, odori e suoni; una due giorni all’insegna della cultura, della tradizione, del divertimento e della condivisione, sorseggiando un buon bicchiere di vino novello. Parafrasando Carducci, per le vie dei borghi, dove fermenta il mosto, si diffonde il profumo aspro del vino nuovo che rallegra l’animo dei paesani. Buon San Martino a tutti!

Photo credits: Francesco De Faveri

 

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