Lunedì, 19 Agosto 2019

Progetto1

 

Finalmente è arrivato il 17 novembre, giorno della partenza attesa e sognata, il Kenya ci aspettava…

L’arrivo a Mombasa, dopo nove ore di volo e tanta stanchezza ci ha riservato una calda accoglienza e non solo. Altre due ore di “bus” dalla nostra meta: Watamu. Lungo quel tragitto, abbiamo iniziato a vedere la vera Africa: distese infinite di terra verde, palmeti, piantagioni di banane e qualche baracca qua e là.

Ci avviciniamo, le strade sono sterrate, polverose e invase da mandrie di mucche tipiche, iniziamo a vedere i primi tuktuk (taxi a tre ruote), simpatici e colorati. Il paese, 2.000 abitanti circa, ci accoglie con 40 gradi all’ombra e 90% di umidità. Un centro turistico recente, una società cosmopolita, ma soprattutto la spiaggia di Watamu è considerata la migliore in Africa.

kenya school desk2

La nostra guardia Masai, Daniel, controllava a distanza i nostri spostamenti poiché l’abitudine di tanti giovani kenyoti è quella di contrattare escursioni nei territori e vendere i loro prodotti al miglior offerente. Non siamo partiti come semplici turisti, ci aspettava, per il giorno successivo, l’inizio della visita ai villaggi, vera meta del nostro viaggio. In questo ci sono stati d’aiuto Juliet e Charles, una coppia responsabile delle scuole allestite con quello che è diventato anche il nostro progetto, Kenya School Desk, e Giulia Messeri, volontaria fiorentina del progetto; Thomas era la nostra guida durante tutta la nostra permanenza.kenya school desk3

Il Safari Tsavo East, un parco naturale molto esteso, ci ha permesso, il terzo giorno, durante il tragitto, di visitare alcuni villaggi; abbiamo incontrato le famiglie e distribuito ciò che ci è stato donato nei nostri paesi: abbigliamento, materiale scolastico e qualche gioco. Durante il percorso, ci colpiva l’immensità delle terre deserte, la varietà dei suoi colori ...

La savana ha un particolare fascino per il colore della terra e la varietà delle specie animali. Paesaggi molto suggestivi, albe e tramonti indimenticabili, un Eden sulla terra .

La notizia della volontaria italiana rapita ci ha colpito e preoccupato. Il nostro viaggio doveva andare avanti. Il quinto giorno, il più importante, insieme a Juliet, suo marito e Giulia ci siamo dirette verso la Sosoni School, distante un’oretta, fermandoci in alcune zone per la consegna di doni inviati da genitori che hanno scolarizzato bimbi a distanza.

Iniziano le prime emozioni… a qualche centinaio di metri dalla scuola si intravede un fiume celeste di bambini…celeste è il colore della camicia della divisa...  sventolavano la bandiera sarda e la bandiera del Kenya School Desk e cantavano a squarciagola.

kenya school desk6

Scese dai nostri mezzi, i loro abbracci ci hanno scaldato il cuore, sulle note di Jambo Bwana, canto d’accoglienza per i kenyoti. La mattinata si è alternata tra balli tipici e giochi. Visitate le due classi, create grazie alle donazioni di banchi da amici, parenti e conoscenti, intitolate a Nino Tessuti, marito di Giusi, padre di Marta, sicuramente le più emozionate tra noi. Siamo state accolte sotto un immenso albero, i bambini seduti in cerchio intorno a noi hanno continuato a cantare e a danzare. Una giornata di vera festa tra le loro voci, i loro sorrisi, le loro mani sempre tese per ricevere ciò che la generosità del territorio del Guilcer e non solo ha donato. È stato emozionante vedere l’entusiasmo del direttore della scuola nel momento in cui riceveva un aquilone e una rete da pallavolo.

distribuzione

Il momento del pranzo è stato veramente toccante: due cuoche della scuola hanno preparato 50kg di riso con 30kg di fagioli per 300 persone. Anche questo pranzo è stato acquistato con i soldi delle donazioni raccolte in Sardegna. Ci ha colpito la semplicità con cui si sono predisposti al pasto: nella mano sinistra il contenitore di plastica per il riso, la destra, con la quale avrebbero mangiato, veniva sporta per essere “lavata” con un bicchiere d’acqua. Tutti ordinatamente in fila e in silenzio, aspettavano il loro turno per essere serviti. Chiara e Marta erano addette alla distribuzione del cibo. Solo dopo, i bambini si dileguavano sotto gli alberi e, accovacciati o seduti per terra, mangiavano. Convivialità e condivisione sono state le parole chiave del giorno.

direttore scuola

Penultimo giorno: scoperta della barriera corallina e delle foreste di mangrovie, paesaggio altrettanto suggestivo, visti i colori dei pesci e della fauna marina.

L'ultimo giorno, 25 novembre, in altri villaggi, ancora sorrisi, balli e canti.kenya school desk4

Breve il viaggio, sicuramente questo non è il Kenya ma una sua parte, forse la più fortunata… Restano impressioni, stati d’animo, emozioni che riesce a capire solo chi le ha vissute. “Qualcosa che ti entra nell’anima”, è il nostro sentimento comune. L’allegria di chi non ha niente, di chi vive “pole pole”, piano piano. La nostra tristezza, invece, di chi corre senza capire perché. Sempre insoddisfatti, siamo riusciti a trasformare il nostro benessere in stress e in frenesia. Natale è vicino: siamo riusciti a svuotare di senso anche quello. Non ci appartiene più questo Natale; forse ora preferiamo quello…. Un grazie di cuore a quanti credono in questo progetto, a L’Arborense che nel periodo scorso ha contribuito a diffonderlo. Una goccia, quella di ognuno di noi…

Giusi Serra, Marta Tessuti, Chiara Merlin, Daniela Brughitta, Alessandra Salaris, Francesca Campus

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon